Errore database: INSERT command denied to user 'philotto64725'@'217.64.195.223' for table 'wp_firestats_useragents'
SQL: INSERT IGNORE INTO `wp_firestats_useragents` (`useragent`,`md5`) VALUES ('CCBot/1.0 (+http://www.commoncrawl.org/bot.html)',MD5(`useragent`))

Affari

- Sei fuori!
Il vecchio, con aria rubizza e soddisfatta, gli porse un dossier.
- Non capisco… E questo cosa significa? – chiese il bambino, passando la manina sul fascicolo, senza riuscire ad afferrarlo.
- Semplice, significa che da stasera sei fuori – disse il vecchio appoggiando il dossier accanto al bambino. Mentre tirava un’ampia boccata dall’havana, il bonario faccione gli si contrasse per un attimo in una smorfia metallica.
havana
- Non puoi farlo. Sai bene che tutta la baracca l’ho tirata su io. L’azionariato diffuso non permetterà che…
- L’azionariato diffuso? L’azionariato diffuso? – lo interruppe il vecchio – Non farmi ridere.
Girò le spalle, e si fermò davanti alla finestra. Fuori la notte era limpida e stellata. Il bambino vedeva la sagoma del corpulento interlocutore, immersa sinistramente nel fumo del sigaro, stagliarsi contro la luce della luna.
- Negli ultimi cinquant’anni cosa credi abbia fatto? Che me ne sia stato con le mani in mano a scaldarmi i piedi davanti al camino? – continuò il vecchio – Ho dovuto bere ettolitri di bevande gassate, aggirarmi nelle bolge infernali degli ipermercarti e delle vie del centro, suonare porta a porta come l’ultimo dei piazzisti, abbracciare milioni di piccole mezzeseghe repellenti dai nasi moccicosi e dalle mani perennemente impiastricciate di gelato. E io lì, a gongolare benevolo e sorridente, vestito come un idiota!
Il vecchio si girò di scatto. Adesso, nei suoi limpidi occhi azzurri, bruciava il fuoco.
- Però ce l’ho fatta. Pezzetto a pezzetto. Famiglia dopo famiglia. Azione dopo azione. Da stasera sono socio di maggioranza. E tu sei fuori.

Il vecchio aspettò una risposta. Ma il bambino aveva preso a succhiarsi l’indice e il medio. Per un po’ l’unico suono che s’udì fu il lontano belare di una pecora, fuori nella notte.
- Bene, mi sembra non ci sia altro da dire – ora gli era sopra – Domattina riceverai una visita dei miei avvocati per formalizzare la cosa. – Spense il sigaro sul bordo della mangiatoia e fece per uscire.
– Dimenticavo – disse voltandosi, quando era sulla porta – Buon Natale! – Rise di gusto, nel suo modo inconfondibile, e sparì nel buio.

Il bambino continuò placido a succhiarsi le dita. Fuori s’udì il vecchio urlare qualcosa, poi un rumore ritmato di campanelli, che si fecero sempre più lontani, fino a scomparire. Per un attimo, una sagoma nera attraversò il bianco disco lunare, diretta verso nord.

- E ora cosa pensi di fare? –chiese il bue, che aveva assistito a tutta la scena accoccolato in un angolo della stanza, ruminando una boccata di fieno.
Prima che il bambino avesse il tempo di rispondere, entrò l’asino con passo trafelato.
- Allora? – chiese il bambino.
- E’ fatta. Sono dalla nostra. L’incidente avverrà fra un paio d’ore, nei cieli del Mar Nero. Chiaro, ci costerà un bel po’, sai come sono le renne.

Il bambinello riprese a succhiarsi le dita.
Il bue e l’asinello gli si fecero accanto. Mezzanotte ormai era vicina.

3 risposte a “Affari”

  1. il 24 Dic 2006 alle 16:37kentmere
  2. il 24 Dic 2006 alle 22:26Luca Carlucci
  3. il 27 Dic 2006 alle 00:16W.E.

Lascia un segno