Alien
8 Gennaio 2007 > di Luca Carlucci
Milano, 2007. Notte profonda.
Alien si aggira per le strade deserte, in cerca di prede.
D’un tratto, voci.
Dritto davanti a sé, sul marciapiede, la creatura da un altro mondo percepisce due forme di vita locali che, apparentemente ignare, continuano tranquillamente a camminare nella sua direzione.
- …e allora al Borlanga gli ho dètto: uè Borlanga! Al crocierino non dico mai di no! ‘Spetta a salpare, che tra mezzo giro di Daytona* sono lì!
- Ma dai! Milano-Nizza in mezz’ora?

- Figures! Un po’ di bamba, caviglia snodata, e via di porscino! C’è scappata anche una cenètta di pesce a Bordighera in un posticino che m’ha consigliato il Walter. Non ci puoi credere! La fine del mondo! Trecentocinquanta euri bevande escluse, ma facevano quèsto piatto locale, una specialità in-cre-di-bi-le, erano come dei rettangolini di pèsce impanati e poi fritti e serviti con delle patate locali tagliate come a bastoncino e passate in un olio locale ben caldo…
- Ma dai! Troppo simpatico!
- Ciccètti, guarda, una figata assurda. Non ti dico poi il posticino, troppo tipico, tutto di carta, i piatti, la tovagliètta - carta lì del luogo eh? E il vino? Figatona pazzèsca, mi ha detto il titolare che lo fanno a mano solo in una collina di Bordighera, e lo servono in questo contenitore tradizionale del luogo, è comeee… cioè, fai finta una brocca no? Però senza manico, di forma rettangolare e di cartone, tutto dipinta a mano dalle donne del luogo… in-cre-di-bi…
Ed è a quel punto che Alien si getta su di loro, polaroid a tracolla e mazzo di rose in mano.
*Milanesismo da aperitivo fornitomi da Michele B., che qui ringrazio per la consulenza.
