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Alien,

L’astronave aliena atterra di notte in una città italiana.
Un drappello di Alien esce in circospetta perlustrazione.
Il ritrovamento di reperti sinistri ed incomprensibili - la vetrina di un negozio di D&G, una Fiat Multipla, una lattina di RedBull inspiegabilmente vuota - semina inquietudine fra i membri della pattuglia aliena.

Ad un certo punto, il drappello s’imbatte in un qualcosa di bizzarro e minaccioso al tempo stesso: per terra, sul marciapiede, sporca e stropicciata, c’è una copia de Il Giornale.
una donna urla

Gli Alien fanno capannello intorno al reperto, parlottando nervosi fra loro. Infine uno prende il coraggio a sei zampe e s’avvicina, con grande cautela, per osservare meglio di cosa si tratti.
Nemmeno il tempo di iniziare a leggere il fondo di Maurizio Belpietro ed ecco che, improvvisa, una folata di vento solleva la prima pagina del quotidiano e la sbatte in faccia all’Alien. E’ il panico!
L’Alien cade preda di convulsioni impazzite, e mulina inutilmente zampe e coda nell’aria nel tentativo di liberarsi dalla letale adesione. I compagni cercano di aiutarlo in tutti modi, ma il foglio non si stacca. Infine l’Alien perde i sensi, e cade steso a terra.
I compagni lo trasportano a braccia sull’astronave. L’astronave riparte.

STACCO

Adesso l’Alien giace su un lettino del laboratorio dell’astronave. Ha ancora la prima pagina del Giornale attaccata sulla faccia. Ogni tentativo di liberarlo è stato vano. Non resta che attendere. L’equipaggio è in preda a inquietudine e preoccupazione.

STACCO

Una mattina, l’Alien viene trovato libero. La pagina del Giornale che lo cingeva nel mortale abbraccio, adesso giace appallottolata sul pavimento del laboratorio. Tutti gli si fanno intorno, per accertarsi del suo stato di salute. L’Alien, evidentemente rintontito, afferma di star bene, di non ricordarsi nulla, e di avere una gran fame.

Si va tutti a tavola per festeggiare. L’Alien s’abboffa con foga, tra i frizzi compiaciuti dei compagni.
Improvvisamente si porta le zampe al ventre, scosso da possenti convulsioni e devastanti conati. I compagni, cercando di aiutarlo, lo stendono sul tavolo, assistendo con inenarrabile orrore al progressivo gonfiarsi e squarciarsi del suo ventre, da cui fuoriesce un’orrenda creatura.

L’equipaggio indietreggia orripilato dinnanzi a Cesare Previti. L’avvocato romano, ancora gocciolante di interiora aliene, guarda se stesso, poi guarda l’Alien sventrato sul tavolo, infine guarda l’equipaggio che lo osserva con l’orrore negli occhi.

- Nun so’ stato io!

STACCO

Nel resto del film, concitato e claustrofobico, Previti insegue gli alieni uno a uno per i cunicoli dell’astronave leggendo loro, con cadenza romanesca e sputazzando, chilometriche note autodifensive tese a dimostrare inoppugnabilmente il fatto che non è stato lui. Tutti i malcapitati vanno incontro a una morte orribile.

Scene clou - il regista vi presti particolare attenzione:
1) mentre Previti gli sta leggendo implacabile un tomo di diritto romano, un Alien stacca pezzi di astronave, improvvisa sul momento un crogiuolo e si versa il metallo fuso nelle orecchie;
2) messo in un agolo da Previti, in quel momento impegnato a screditare i teste, l’Alien si apre la scatola cranica, si estrae il cervello e lo pesticcia febbrilmente.

Nota per la produzione
Dato il probabile successo del film, gli sceneggiatori sono stati incaricati del trattamento per i sequel della serie:
Alien Bis, Alien Ter, Alien Tar e Alien V - La cassazione.

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