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10 Gennaio 2007 > di Luca Carlucci
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI - Dopo uno spuntino leggero, l’ispettore Rictus Rotfl e il suo fido assistente Hustiburg Schnorrell affrontano un nuovo, intricatissimo caso. Recatisi all’equivoco night club Fartatrasporten, ne incontrano il direttore, Hans Magnus Pappas, un uomo gioviale ma dalle basette ambigue, il quale denuncia la scomparsa di Sebine Lipstrudel, in arte “la Stupefacentissima Seba”, la prima ballerina del night. Pappas fornisce a Rotfl un bigliettino che proverebbe che la donna è stata uccisa, ma Rotfl, prima ancora di leggerlo, gli dà fuoco confondendolo col proprio sigaro cubano.
Mentre, con la mano sinistra, avvicinava l’accendino al bigliettino che aveva in bocca, Rotfl osservava pensoso il sigaro cubano che teneva nella mano destra, e stava per dire che quel bigliettino assomigliava maledettamente ad un sigaro cubano, ma venne interrotto dalla fiammata.
La carta prese vivacemente fuoco e Rotfl cercò di sputarla. Niente da fare: il bigliettino gli si era incollato al labbro inferiore.

Tutto si svolse in pochi decimi di secondo, però al ralenti.
Rotfl che si agita scompostamente, cercando di spengere le fiamme.
Il suo sopracciglio sinistro che prende fuoco.
Pappas che lo guarda impietrito dall’orrore.
Schnorrell che interviene tempestivamente: prima strappa ciò che rimane del foglietto dalla bocca dell’amico, asportandogli tre centimetri quadrati di labbro, poi arresta la combustione del sopracciglio di Rotfl versandogli in faccia un longdrink.
- Caro Schnorrell, il nostro è un mestiere pericoloso. E lei mi ha salvato di nuovo la vita - disse Rotfl, appena si fu ripreso. Sanguinava vistosamente dal labbro inferiore, mentre il suo famoso sopracciglio sinistro, quello che inarcava durante gli interrogatori per mettere in soggezione i teste, assomigliava ad una foto in bianco e nero del centro di Dresda dopo i bombardamenti alleati, con un po’ più di fumo però.
- Lasci perdere Rotfl, questa volta è toccato a lei, la prossima volta toccherà a me - rispose Schnorrell con un sorriso di circostanza. Questo perchè, dopo un rapido calcolo mentale, Hustiburg si era reso conto d’aver salvato la vita a Rotfl almeno trentaquattro volte, mentre non riusciva a ricordare nemmeno un’occasione in cui era successo l’inverso. A parte le cinque volte in cui, dalla pistola di Rotfl, erano partiti colpi accidentali che lo avevano mancato di pochi millimetri: forse l’ispettore non gli aveva mai salvato la vita, però gliel’aveva risparmiata, questo sì.
- Piuttosto controlliamo cos’è rimasto del biglietto - continuò Schnorrel, esaminando il minuscolo pezzettino di carta bruciacchiato - Un momento: qui c’è scritto “Cassa di Risparmio di Munzglaberdsdorfer”. Che significa Pappas? Ehi Pappas, parlo con lei!
L’uomo, forse per il forte shock emotivo, si era appisolato, e alle parole di Schnorrell si risvegliò trasalendo:
- Non erano minorenni, glielo giuro! E quel cavallo non era mio!
- Prego? - disse Rotfl con una smorfia di dolore: aveva provato ad inarcare il sopracciglio.
- Ah, uhm, nulla, ho fatto un po’ di confusione - disse Pappas arricciandosi nervoso una basetta - Il bigliettino? Dia qua.
Pappas lo osservò, e divenne pallido. Si frugò nelle tasche e tirò fuori un altro biglietto. Se possibile, sbiancò ulteriormente.
- Che succede? - chiese Schnorrell allarmato.
- Succede che vi ho dato il foglio sbagliato - rispose Pappas, con lo sguardo sbarrato - Il biglietto di Sebine è questo. Quello bruciato era un assegno circolare di ventimila marchi col quale avrei dovuto pagare alcuni, ehm, creditori. Temo che si arrabbieranno leggermente, quando sapranno che non ho i soldi - Pappas vide mentalmente la scena in cui veniva passato dentro un gigantesco tritacarne.
- Questa sì che è fortuna, vero Rotfl? - disse Hustiburg strappando dalle mani di Pappas il famoso biglietto.
- E’ tutto grasso che cola - rispose l’ispettore, dispiaciuto per essere stato battuto sul tempo da Schnorrell, ma troppo stanco per reagire.
Nell’udire “grasso che cola”, il corpo molliccio di Pappas fu scosso da un brivido.
Schnorrell, dopo aver letto, passò il foglio a Rotfl, che lo scrutò attentamente.
Era composto con lettere ritagliate dai giornali e diceva così: “CAro PaPpaS, noN rIEScO a troVARe UnA FoTtuTA bIRo In caSa, COSì tI ScrIVo riTagLiaNdo LetTeRe dAI GIOrnAli. Mi SOno FiCCaTA iN Un BruTTo GuaiO e TEmo Per lA MIa vitA. QuEllA è GENtE sEnzA ScruPoli. Ti PregO, VedIamoCi StasERa aLlA BIRReRiA “DiE GroSSe RuTtEn” E tI rAcconTerò TuTTo. CiaO dA SeBA”
- Ed è venuta all’appuntamento? - chiese Rotfl.
Pappas, con lo sguardo perso nel vuoto, fece cenno di no con la testa.
- Che lei sappia, Sebine aveva parenti o amici stretti?
- No, che io sappia. Un attimo, ora che ci penso: qualche sera fa mi disse che forse uno di questi giorni avrebbe saltato il numero della novizia che vince con l’aiuto di Gesù il campionato mondiale di hockey su prato - è il numero che chiude la serata - perchè doveva vedere una parente, una cugina, o una zia, non ricordo. Ma non so altro - rispose stancamente Pappas.
- Ha una foto di Sebine?
Pappas indicò verso il muro:
- Prenda pure quella lì appesa. E’ dell’anno scorso, e ritrae Seba e Joachim, il suo amato serpente, nel momento clou del numero “Il pitone homeless trova casa”. Gran bello spettacolo…
Schnorrell tolse la foto dalla cornice, osservò l’immagine, e divenne paonazzo in volto, mentre le punte delle orecchie viravano verso un’incandescenza di tipo lavico.
- Schnorrell su, siamo uomini di mondo, un po’ di contegno. Faccia vedere.
Quando ebbe la foto in mano, Rotfl assunse un colorito tipo tramonto alle Barbados, la fronte gli s’imperlò di sudore, una gocciolina di saliva fece capolino all’angolo della bocca, mentre da qualche parte, laggiù, qualcosa stava dicendo alla sua pistola: “Baby, questo posto è troppo piccolo per tutti e due”.
- Gran bel paio di occhi, davvero espressivi - disse l’ispettore appena riacquistò l’uso della parola.
- Davvero, ed ha molto gusto nel vestirsi: mai visto nessuno indossare un braccialetto alla caviglia con tanto stile - aggiunse Schnorrell commosso.
- Se non le dispiace, questa la tengo io - disse Rotfl, facendo sparire la foto con destrezza sotto la mantellina impermeabile gialla.
- Faccia pure - rispose Pappas.
- Magari dopo ne facciamo una fotocopia a colori, eh Rotfl? Penso sia utile alle indagini che ne tenga una copia pure io, no? - disse Hustiburg con aria ostentatamente professionale.
- Si vedrà, ci penseremo poi… - ribattè Rotfl pensando “sta cippa” - Pappas, le dispiace se diamo un’occhiata al camerino di Sebine?
- Prego, è in quel corridoio. Terza porta a sinistra.
- Ehi Schnorrell, a proposito della foto, c’è una cosa che non quadra…- disse Rotfl quando furono nel corridoio.
- Che cosa ispettore?
- Pappas ha parlato di un serpente, solo che non ci sono serpenti nella foto!
- Ehm, ispettore, ne parliamo poi…
Troverà Schnorrell le parole giuste per spiegare a Rotfl dov’è il serpente? E Pappas ha detto tutto ciò che sa? E cosa nasconde il camerino della Stupefacentissima Seba? Lo scoprirete solo seguendo le prossime puntate di “Un nuovo caso per l’ispettore Rotfl”.
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AVVERTENZA
L’Ispettore Rotfl è un serial poliziesco di scuola germanica, nato sette anni fa per il divertimento di alcuni amici digitali. Come spesso capita per le cose cazzeggianti, il serial è rimasto non finito. Sappia dunque il lettore che alla fine dell’esiguo numero di puntate completate - che sto postando su Paraphernalia con cadenza regolare - gli orribili ed intricati misteri messi in campo dalla narrazione non troveranno alcuna soluzione.
A meno che non decida di portar la vicenda a conclusione, cosa che mi riprometto di fare da anni. Ma ne dubito.
