Oral
11 Gennaio 2007 > di Luca Carlucci
Roma, giugno 2000. Grazie ad un inaspettato colpo di reni dell’anziano polacco, è stato trovato un accordo nella complessata vertenza sindacale che, da duemila anni, oppone il Vaticano agli omosessuali. Non solo il World Gay Pride si farà, ma finalmente ai preti sarà concesso abbracciare i gay nel seno di Santa Madre Chiesa. I gay: “Ehi don, abbracciare va bene, ma che c’entra la lingua in bocca?”. Pare sia stata decisiva la mediazione di Sergio D’Antoni, che ha dimostrato così di avere davvero la statura da futuro leader del Grande Dentro. Clamorosa gaffe di Francesco Rutelli: stava ricevendo una delegazione di travestiti in visita ufficiale, quando ha chiesto: “Chi è quell’anziano transessuale che rimane là tra i giornalisti?”. Troppo tardi s’è accorto che non si trattava di un’emula di Platinette ma di Barbara Palombelli!

Finalmente è stata messa la parola fine a mesi di aspre polemiche nate intorno al World Gay Pride, in programma a Roma la prossima estate. Inaspettatamente, è stato proprio il Vaticano, con una serie di comunicati e prese di posizione, a tornare sui suoi passi, ammettendo i propri errori nei confronti del mondo omosessuale.
L’inversione di rotta a novanta gradi delle gerarchie ecclesiatiche è inziata ieri nella tarda mattinata in piazza San Pietro, per bocca del Papa stesso.
Le migliaia di fedeli riuniti per vedere Karol Woytila affacciato alla finestra a stendere la biancheria e a fumarsi una sigaretta in Santa Pace, non hanno creduto alle loro orecchie quando il canuto pontefice, dato l’ultimo tiro e spento il mozzicone sul davanzale, s’è schiarito la voce ed ha urlato nel microfono “Scusa Gay!“, e poi ha chiuso le persiane.
Un diffuso mormorio, una perplessa agitazione ha scosso la massa di fedeli presenti. Si è registrato perfino qualche segno di riprovazione. Alcuni fischi sono partiti da una comitiva di miracolati di Padre Pio: un grave atto di insubordinazione alla provvidenza che è costato ai fischiatori l’annullamento del miracolo (lo zoppo ha ripreso a zoppicare, il morto a morire, il fotomodello a zappare). Mentre un boyscout francese, in segno di protesta, fracassava la chitarra per terra, una suora filippina, dopo essersi fatta strada a gomitate attraverso una comitiva di padri Comboniani, gridava tutto il suo disappunto: “Ohè, papa, ma che cazzo volevi dire?”.
Gli enormi interrogativi sollevati dal sibillino messaggio papale hanno trovato risposta due ore dopo, quando in Vaticano è stata convocata un’improvvisa conferenza stampa. Le centinaia di giornalisti convenuti non credevano ai loro occhi, trovandosi davanti un sorridente e rilassato Cardinal Camillo Ruini, l’Alto Pelato presidente della C.E.I., seduto tra Vladimir Luxuria e Spike Rosebud, baffuto e nerboruto rappresentante della comunità gay di S. Francisco.
Ruini andava subito al sodo: “La Grazia Divina ha colpito ancora, illuminando le menti dei Figli di Pietro incamminati sulla via dell’errore, che come sappiamo tutti è lastricata di buone intenzioni e di mattonelle in cotto firmate Giugiaro. La Chiesa chiede scusa per aver discriminato gli omosessuali: noi sacerdoti cattolici non abbiamo mai preso di petto il prenderlo di schiena, preferendo prenderlo senza prendere posizione. Quante pecorine smarrite! Ma la posizione della chiesa non può essere solo missionaria, così è giunto il momento di prendere, oltre al resto, una decisione. Insomma, il Gay Pride si farà“.
I convenuti sorridono, parte un sonoro applauso, c’è euforia nell’aria. Spike Rosebud chiede un cinque al cardinale che, seppure un po’ goffamente, glielo dà. Ruini conclude la conferenza con due citazioni di alto profilo spirituale: “Davanti agli occhi di Dio, uomo e omo pari sono” (Lettera di San Paolo ai Riminesi, IX, 24) e “Take it deeply, take it now” (Village People).
In tarda serata viene diffusa l’enciclica papale che segna ufficialmente la svolta del rapporto Chiesa-omosessualità.
Negli anni scorsi avevamo già assistito alle svolte sull’Inquisizione (enciclica “Scorticare atque sventrare est godibilis pratica, sed non moltum carinum est”), sugli Ebrei (”Nazismus Amiconis fummus, verum est, et ce dispiace un cifronem”), sul sesso non a fini procreativi (”Mea Vulva”).
Nella nuova enciclica, intitolata “Bonae Vibrationes“, il Papa, partendo da una riflessione sulle superbe terga esibite da Santa Teresa nell’atto di raccogliere i propri occhi enucleatigli dal persecutore (il riferimento inconografico è la celebre tela conservata nella Cappella Glande di S. Maria a Carponi, dove tanti fedeli sono soliti ritirarsi in solitario raccoglimento), proclama che il sedere è evidentemente cosa buona e giusta - il passaggio è molto toccante: “Dio ha creato dei culi superbi, ed è impensabile che essi servano solo a fare la popò” - e che dunque la sodomia è una pratica teologicamente lecita.
Poiché già era caduta la preclusione contro lo spargimento del seme là dove capita, il Pontefice, in questo scritto che è una specie di dialogo con Dio, chiede:
- Che motivo c’è per continuare a rompere le palle ai gay? E ai travestiti? Nessuno! Figurati poi se a me dei travestiti mi può calare un zybrydowczy: vivo attorniato da tipi in gonna, cinturone viola, mantelline trash multicolori e io stesso, in quanto a guardaroba, son messo di czukwcza mica male. L’altro giorno ho colto Giovanni e Armandino, i due seminaristi addetti ad infilarmi le Sacre Babbucce, chiedere a Navarro-Vals dov’erano le ciabatte di Priscilla! A proposito, gran bel film quello… lo vedemmo con Tonini, e c’era Ersilio che lacrimava dalle risate… anche se, a ripensarci, rideva un po’ troppo: mi sa che aveva di nuovo buttato quelle erbette secche nel turibolo con cui fa i suffumigi. Sai, lui dice che gli fa bene alla sinusite, ma poi ci ha strani effetti collaterali: gli si arrossano gli occhi, ascolta a tutto volume la musica sacra di un compositore africano che non conoscevo - Helprix, Hesdrix mi pare si chiami - e poi, in tarda serata, mi vuota sempre il vasetto di nutella. Ma sto divagando, e torno a bomba sull’argomento. Te lo chiedo una volta sola: li riabilito i Gay? Eh? Eh? Oh, ma parlare mai? Vabbè, lo prendo come un sì. Ciao.
Ma come ha reagito l’universo cattolico alla riabilitazione degli omosessuali?
Anche se in centinaia di parrocchie sparse in tutta Italia non si è lesinato sulle bottiglie di champagne, non sono mancate voci di dissenso, anche autorevoli. Primo fra tutti il segretario della C.E.I. Monsignor Antonelli, braccio destro di Ruini, quello che si occupa di gestire gli impegni del cardinale, nonché di tutte quelle cose, anche intime, di cui si occupano i bracci destri.
Antonelli ha ribadito alla stampa quanto già detto il 26 maggio scorso: “Una sfilata gay a Roma è come una bestemmia, che offende i credenti. Come un insulto alla madre di una persona” (Repubblica, 27 maggio 2000, p.8).
Detto altrimenti, il vedere sfilare pacificamente degli omosessuali che difendono i propri diritti civili sarebbe per Mons. Antonelli come sentirsi dire “Antonelli c’hai la mammamaiala”, oppure “Antonelli, tua madre è un troione”, o in alternativa “Monsignor Antonelli, considerata la perizia fellatoria della tua augusta genitrice, sarà mica una mignotta, per caso?”, a voi la scelta.
D’altronde, oh lettore, prova a calarti nei panni di monsignor Antonelli: sei lì che passeggi bel bello, d’improvviso vedi due gay scambiarsi una tenerezza, e nel tuo cervello si materializza una voce mentale che ti offende la mamma!
Che credi, lettore, non è mica piacevole avere un cervello che funziona come un incrocio tra un giornalino porno, un’eresia psicanalitica e un film col Monnezza.
La novità è che a dare a Cesare quel che è di Cesare ci pensa, per una volta, Cesare stesso: a darsi del figlio di puttana, infatti, Monsignor Antonelli par provvedere da solo.
(Luca Carlucci, testo pubblicato su Cuore, anno X, n.49, giugno 2000)

I libri di scuola dovrebbero essere infarciti di cronaca come questa! Se ne impara a fiotti! Sul mondo tutto e sulla psiche nostra che è nei cieli. Sia scarnificato il suo imene. Sia sfatta la sua colontà. Peldonaci glande padle, mi suggerisce Titti.
Io, per esempio, pur claudicando sulla filmografia del Monnezza, scopro oggi di avere una mente degna di un cardinale, con tanti grillini per il capo. Che faccio, mi battezzo o m’immolo sul pareo di Platinette?
Sono sull’orlo peloso di un baratro mistico.
Del resto la verità, come la merda, prima o poi viene a galla.
A proposito: secondo la Cia Osanna Bin Laden è vivo e stitico. Il Congresso unanime ha votato il ritiro dall’Afganistan dell’intero contingente di fave di fuca. Plaude anche Nancy Pelosi?
La tenaglia astringente ci strizza ancora là dove fa più male.
Mastrombroso, vedo che anche te a gaffe non scherzi mica: giù le mani dal pareo della Palombelli!
Per quanto riguarda il tuo ingresso nel seno (nel seno: riabbotonati i pantaloni) di Santa Madre Chiesa, per un buon consiglio sulla tecnica migliore - a forbice? western roll? ventrale? Fosbury? - per saltare la quaglia dovresti rivolgerti a Giovanni Lindo Ferretti.
Non ho fatto in tempo a distrarmi un paio d’anni, ed ecco che ieri scopro che ha annunciato la sua adesione al cattolicesimo romano in un’intervista con Socci su Libero, ha scritto una lettera al Foglio in cui si professava sprezzantemente contrario al referendum sulla procreazione assistita, è andato ospite a 8e1/2 per presentare il suo libro “Reduce” edito da Mondadori e a far dichiarazioni d’amore a Ratzinger, e alle ultime politiche ha votato per la destra.
Che tempi, signora mia, che tempi!
ps: salutami Titti!
Vidi 8e1/2 quella sera e GLF (o FGL) mi sorprese più per la pochezza del suo argomentare che per le posizioni prese, che già sospettavo. In parecchi testi dei CSI avevo colto per tempo la tendenza retrograda, pasoliniana senza più perversione e incazzatura. “Quel che deve accadere accade”, per esempio, è una strofa che mi dà il voltastomaco. Battezzarsi PGR, poi, è tutto un programma. Forse la prossima formazione si chiamerà IOR (Io ora rinnego).
L’incenso fa un casino se mescolato allo sterco di cavallo.
Però la lettera al Foglio contro la procreazione assistita è un falso presto smascherato, come si evince anche tre metri sotto al link che tu riporti.
Uh, è vero, la lettera è un falso - perdonerai la superficialità, ma la mimesi non era male, e la colonna dei commenti spropositata. Ganzo però, chissà chi l’ha scritta. Oscar Giannino? Lanfranco Pace? Diaco?
(IOR è fantastico: secondo me se glielo proponi, s’esalta anche lui).
Sono il tipo che hai linkato, quello della lettera.
Lo scrivo qui, così rispondo al paio di persone che mi ha scritto una mail dopo aver letto che la lettera è un falso.
NON E’ VERO, la lettera è verissima.
Più volte ferretti ne ha riparlato.
La lettera falsa è un altra, pubblicata dal foglio il 10 agosto 2006 e sul tema del dolore.
Nei commenti qualcuno ha postato quella lettera e qualcun altro la smentita di Ferretti. Tutto qui.
La lettera contro la procreazione è reale (ai tempi ferretti la mise anche sul suo sito)
Chiedere scusa a Colas mi sembrerebbe un’offesa a Zanardi, e mi gira la testa in questo bordello filologico. Non ho certo voglia di spulciare gli arretrati del Foglio… La retorica di FGL mi è ben chiara. I depistaggi veri o falsi mi interessano meno.
FGL è una smentita, questo solo ho capito. E trovo ribadito.
Grazie.
Benvenuto Colas, grazie per la precisazione - anche se anche a me a questo punto gira un po’ la testa.
Adesso corro a far partire qualche contrordine compagni per ristabilire la nuova verità. Che vitaccia.