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Un

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI - Mentre fanno merenda, l’ispettore Rotfl e il suo assistente Hustiburg Schnorrell vengono convocati da Hans Magnus Pappas, gestore dell’equivoco nightclub Fartatransporten: Sebine Lipstrudel in arte Seba, prima ballerina del night, è sparita e forse è stata uccisa. Pappas fornisce loro un bigliettino scritto dalla ragazza, Rotfl prova a fumarselo riducendo in cenere quello e il proprio sopracciglio, Pappas s’accorge che il bigliettino in realtà ce l’aveva in tasca e che ha dato a Rotfl un assegno circolare con cui doveva pagare dei creditori. Insomma, per farla breve, si capisce che Sebine era in pericolo, che frequentava la birreria “Die Grosse Rutten”, e che non aveva amici se si eccettua una fantomatica e non meglio precisata parente. L’ispettore e l’assistente decidono quindi di setacciare il camerino della ragazza in cerca di indizi.

Nel camerino aleggiava un odore strano, un misto di profumo dozzinale, cosmetici, sudore, sigarette e pollo alla brace.
- Guardi Rotfl, c’è perfino un barbecue!
barbecue

Rotfl si avvicinò al barbecue annerito e rugginoso che faceva bella mostra di sé in un angolo della stanza. Dopo una sommaria occhiata, afferrò un pezzo di carbonella e lo annusò.
- Questo è legno di pino, proveniente da un vivaio di alberi nei pressi Krustinburg. Viene commercializzato in sacchetti rossi e bianchi da 5 kg l’uno, e costa circa 3 marchi e 60 pfenning la confezione - disse Rotfl con nonchalance, mentreva faceva sparire con un piede il sacchetto di carbonella affinchè Schnorrell non lo vedesse.
- Rotfl, ma come diavolo…
- Sa, tra un numero e l’altro capita che ci venga appetito, così improvvisiamo delle belle grigliate di carne e le innaffiamo con qualche boccale di birra - disse all’improvviso una voce femminile alle loro spalle.

I due investigatori si girarono di colpo, trovandosi davanti a due tette enormi e sode con attaccata dietro una biondina sorridente e in perizoma. Istintivamente, Rotfl mise mano alla pistola.
- Siete qui per Sebine, vero? Spero tanto che non le sia successo niente. Io mi chiamo Ulrika, ma potete chiamarmi col diminuivo che usano tutti: Palloncini d’Oro.
Per un automatismo professionale, Rotfl e Schnorrell si scambiarono lo sguardo d’intesa che sempre si scambiavano nelle situazioni di pericolo, e che sostanzialmente significava: tu quello a sinistra, io quello a destra.
- Bene, signorina Palloncini d’Oro - disse Rotfl piantandole il suo sguardo indagatore dritto dritto non proprio negli occhi - Lei conosceva Seba?
- No, nessuna di noi ragazze la conosceva davvero. Eravamo colleghe, nulla più, e lei era una tipa molto riservata. Sa, solo l’idea che a una di noi sia successo qualcosa di brutto mi sembra così orribile che mi vien da piangere - e Palloncini d’Oro scoppiò in singhiozzi che la scuotevano da capo a piedi.
- Su non faccia così. Lei ha davvero un bel cuore - disse Schnorrell muovendo la testa in perfetta sincronia con gli scuotimenti della ragazza. Come diceva sempre Rotfl, prima regola del buon investigatore: non perdere mai di vista gli interrogati. E Schnorrell, da quando Ulrika era entrata nella stanza, s’era perfino scordato di battere le ciglia, e cominciava a sentire una certa secchezza ai globi oculari.

Una voce maschile, rauca e brutale, rimbombò nel corridoio: - “La torre di Pisa rimessa in asse”! Tutte le ragazze in scena!
- Uh, mi chiamano per le prove, devo andare. Un’ultima cosa. Una volta Sebine mi chiese un passaggio, e l’accompagnai in KarlheinzrummeniggeStrasse, mi pare al 18, una villetta color crauto, la riconoscerete di sicuro. Mi disse che ci stava una vecchia zia. Andate là, magari lei sa qualcosa. Spero tanto che la ritroviate - e Palloncini d’Oro scomparve, inghiottita dagli oscuri e peccaminosi meandri del Fartatransporten. Tre secondi dopo, scomparvero anche le sue tette.

- Personcina interessante, eh Schnorrell?
- Rotfl, avrebbe mica del collirio, per caso? Temo che mi si siano incastrate le palpebre.

Uscendo dal night, Rotfl e Schnorrel incontrarono cinque armadi deambulanti, vestiti da Hell’s Angels e col fisico da wrestlers - eccetto uno che, al di là delle cicatrici, sembrava più un lottatore di sumo. Portavano tutti occhiali da sole, tirapugni in acciaio, e mazze da baseball chiodate. Quello che sembrava il capo si rivolse a Rotfl:
- Sa mica dove possiamo trovare il signor Hans Magnus Pappas?
Rictus Rotfl considerava la maleducazione una deformità imperdonabile, e ne dette prova anche quella volta:
- Certo signori. Ora voi andate dritto dentro il locale, attraversate tutto l’androne, poi dopo il terzo tavolo a destra, girate a sinistra, e vi trovate davanti due porte. Prendete quella alla vostra destra, procedete per circa, diciamo, otto metri e mezzo, e aprite la porta che sta alla vostra sinistra. Il signor Pappas dovrebbe essere lì: in ogni modo lo riconoscerete perchè indossa un completo di lamè, una cravatta viola, è alto circa un metro e sessanta, ha gli occhi azzurri, porta i capelli lunghi col riporto per coprire una calvizie abbastanza estesa, e soprattutto ha delle vistose basette che lo rendono inconfondibile. Mi preme informarla però -smetta di tirami per la manica, Hustiburg! - che fosse il signor Pappas non avrà piacere ad essere disturbato. Sa, ha appena perso ventimila marchi coi quali doveva effettuare alcuni pagamenti, e non ha assolutamente altri soldi per poter saldare i creditori, nemmeno mezzo marco bucato!
I cinque si scambiarono uno sguardo d’intesa, e fecero vibrare le mazze da baseball.
- Le sue informazioni mi sono state molto utili, signore, la ringrazio infinitamente. Ho motivo di credere però che il signor Pappas ci riceverà - disse il tipo.
- Si figuri, il piacere è stato mio. E me lo saluti, mi raccomando. Gli dica: “su col morale” da parte dell’ispettore Rotfl!
- Non si preoccupi, glielo dirò sicuramente - e i cinque sparirono nel locale.
- Ahhhhh… - esclamò Rotfl, espirando con voluttà - Sa Schnorrell, aiutare il prossimo è davvero una cosa corroborante per lo spirito, non trova? A proposito, cosa voleva dirmi prima?
- Lasci perdere, ispettore, lasci perdere.

Usciti dalle tenebre del night, Rotfl e Schnorrell vennero accolti dalla luce grigia e umida di una Monaco sonnolente e pomeridiana. In piedi sul marciapiede, mentre cercavano di riabituare gli occhi alla luce, i due uomini osservarono la grande città di fronte a loro: laggiù, da qualche parte, una donna forse aveva bisogno del loro aiuto.

- E ora che facciamo? - chiese Schnorrell.
- Ah, non so, ci sono tante possibilità. Potremmo farci un bel wurstel a quel chioschino là, oppure infilarci in un cinema. Anzi, sa una cosa? Mi piacerebbe un mondo andare allo zoo: ci sono stato solo una volta quando avevo otto anni, ma ho dei ricordi molto confusi. Vedo mio padre che mi prende a sberle, poi io che entro nella gabbia dei babbuini con un gelato e vengo assalito, poi il risveglio in ospedale e poco altro. Mi piacerebbe proprio tornarci!
- Ispettore, intendevo dire: cosa si fa con l’indagine.
- Ah, l’indagine, è vero. Facile: prima passiamo dalla birreria “Die Grosse Rutten”, e poi alla villetta color crauto.

In quel momento, un grosso camion che passava dall’altra parte della strada inchiodò rumorosamente. Il guidatore abbassò il finestrino, e cominciò a gesticolare e gridare nella loro direzione
- Hustiburg? Ehi, Hustiburg! Ma sei proprio te? Non ci credo! Ma sì sì, sei proprio Hustiburg “Volante Duro”!! Sono Franz “Quattromilagiri”, ti ricordi? Ehi Hustiburg! Hustiburg! Ollà, Hustiburg!
- Quell’individuo grossolano ha tutta l’aria di parlare con lei, Schnorrell - disse Rotfl, maledicendo il fatto di non poter inarcare il sopracciglio.
- Uh? ehm.. no.. ah sì.. forse lo conosco… è uno psicopatico con cui ho fatto il militare, violentammo insieme una ragazzina giù a Verstappunzfunz. Persona noiosa, la prego, andiamo, non ho voglia di parlargli - disse Schnorrell, che nel frattempo aveva fermato un taxi spintonandoci dentro Rotfl.
Il taxi partì sgommando in direzione centro città, e Schnorrell ringraziò il cielo d’essere riuscito ancora una volta a tener nascosto all’ispettore il suo passato da autotrasportatore.

Riuscirà Schnorrell a tenere occultato il proprio ambiguo passato sugli autotreni? Che misteri nasconde la misteriosa villetta color crauto? Qual è il piatto del giorno alla birreria “Die Grosse Rutten”? Manca qualcosa mi pare. Ah sì: la bella Seba che fine ha fatto? Mah!

-

AVVERTENZA
L’Ispettore Rotfl è un serial poliziesco di scuola germanica, nato sette anni fa per il divertimento di alcuni amici digitali. Come spesso capita per le cose cazzeggianti, il serial è rimasto non finito. E questa era l’ultima puntata.
A meno che non decida di portar la vicenda a conclusione, cosa che mi riprometto di fare da anni. Ma ne dubito.

2 risposte a “Un”

  1. il 27 Gen 2007 alle 10:20nemesis
  2. il 27 Gen 2007 alle 12:23Luca Carlucci

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