La
24 Gennaio 2007 > di Luca Carlucci
A me morire andrebbe anche bene, è quella storia del rivedersi passar davanti la propria vita che m’angoscia.

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Drììììììn!
- Chi è?
- La Morte.
- No grazie, non m’interessa.
Della serie: forse, dove non ha potuto la scienza, riusciranno citofoni e direct marketing.
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Era un gran manipolatore. La Nera Signora con la Falce venne a prenderlo, e quando andò via lui era ancora vivo e col prato rasato.
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Poveri e ricchi, davanti alla Grande Mietitrice siamo tutti uguali. Ecco dove sbagliava il comunismo. Era mantello, con la enne, mica martello.
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Sveglia. Due ore nel traffico. Nove ore al lavoro. Due ore nel traffico. Tre ore alla tv. Letto.
Sveglia. Due ore nel traffico…
Che cazzo c’è da aver paura di morire, dico io.
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Polvere sei, polvere ritornerai, dunque non essere infantile
e posa quello swiffer.
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C’è vita dopo la morte? A parte il sabato sera intendo.
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Era convinto, arcisicuro d’aver menato una vita irreprensibile. Perciò morì sereno e col sorriso sulle labbra.
Tutto, di là, era luce e spazio infinito. Era dunque quello il paradiso?
Fu solo quando vide Adolf Hitler e Alberto Castagna sbracciarsi nella sua direzione urlando “Di qua! Di qua!” che cominciò a sospettare che qualcosa fosse andato storto.
