Sfide.
13 Febbraio 2007 > di Luca Carlucci
Si dice che scrivere una poesia con farfalla, tramonto e gabbiani
sia un’impresa improba, al di là dell’umano.
Chiaro che prima o poi qualcuno, arso da fuoco prometeico
e senza ormai più nulla da perdere, doveva provarci.
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[tentativo n. 01] . POESIA CON FARFALLA, TRAMONTO E GABBIANI
di Luca Carlucci
La farfalla gialla
Si sbatte come un battito di ciglia
Mariposa che si posa
E si riposa sulla merda
Che emerge dai granelli
Intrugli, plastiche e bargigli
Tra’ cippi, i pali, i fusi
Di cento mille ombrelloni chiusi
In un lungo e momentaneo
Abbandono litoraneo.

E ferma sul rifiuto
L’ali leva e flette
Con aritmica voglia
Mentre l’astro muto
Cala sulla soglia
E trasmette al cielo
Un liquido bruciare
E un sentimento nero
Che tutto preme e pigia
Il sole e il suo bagliore
sotto la linea del mare
come dentro una valigia
e qualcosa stesse per salpare
in questo truce momentaneo
tramonto litoraneo.
E dal nero stringente
Si sfila nella brezza la farfalla
risucchiata sincopata in entroterra
E sul lido tornano gli spettri,
le bianche cadaveriche mani
che nella tenebra frugano febbrili
e stridono dell’orrido crudele
funebre grido dei gabbiani.
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[tentativo n. 02] . RAGGI LIBERI SU STELLA FISSA
di Mastrombroso - mastr0mbroso@yahoo.it
Il cielo si è ripulito dopo la pioggia e un dito indica lontano il volo di un gabbiano che le sue ali poggia sul vento frizzante. Mi alzo dal pavimento quasi terreno aliante ed è il volo di un momento. Ripetuto sgomento. Cuore battente,
turbine di un’ala intelligente. Sedimento.
Il tuffo nel sereno dell’astro piangente si fa commozione tutta cerebrale che fa più male di ogni delusione. Se sono farfalla in bianco e nero è motivo sordido di vanto. Al mondo intero adesso grido e senza tono canto un dolore ancora non provato, animale di cui rido. Profusione. Santo.
La soglia varcata col sinistro presentimento che il prossimo tramonto addormenterà le pagine sfogliate senza voglia.
Il pudore sventrato col bicchiere rotto tra i denti. L’adorazione dei perdenti, la sfoglia della nonna come monito carente. C’è sempre una luna vigliacca nella tempesta delle età. E numerarla è sproloquio, contabilità non commerciata, una frittata di parassiti ricchi di proteine ed evasivi. Dichiarazione dei crediti della persona fisica schiacciata tra muri volitivi. Immorale è ciò che non produce profitto. Ed io gabbiano, farfalla e tramonto senza palliativi nella cassaforte vuota mi immergo a capo fitto.
E giro la ruota.

bella! e nera…mitico..rouge, e pensare che tra un giorno e l’altro, con un battito di ritardo, ti faccio arrivare gli auguri, il meglio che posso offrirti: di cuore (e di luna).
:-)
Carlinaaaaaa!! :-****
jan jan, benvenuto! E che dovrei dire io, che te li fo arrivare con una settimana di ritardo? Eh?
L’unica scusante è l’ormai imminente, trionfale ingresso nella terza età.
RAGGI LIBERI SU STELLA FISSA
Il cielo si è ripulito dopo la pioggia e un dito indica lontano il volo di un gabbiano che le sue ali poggia sul vento frizzante. Mi alzo dal pavimento quasi terreno aliante ed è il volo di un momento. Ripetuto sgomento. Cuore battente,
turbine di un’ala intelligente. Sedimento.
Il tuffo nel sereno dell’astro piangente si fa commozione tutta cerebrale che fa più male di ogni delusione. Se sono farfalla in bianco e nero è motivo sordido di vanto. Al mondo intero adesso grido e senza tono canto un dolore ancora non provato, animale di cui rido. Profusione. Santo.
La soglia varcata col sinistro presentimento che il prossimo tramonto addormenterà le pagine sfogliate senza voglia.
Il pudore sventrato col bicchiere rotto tra i denti. L’adorazione dei perdenti, la sfoglia della nonna come monito carente. C’è sempre una luna vigliacca nella tempesta delle età. E numerarla è sproloquio, contabilità non commerciata, una frittata di parassiti ricchi di proteine ed evasivi. Dichiarazione dei crediti della persona fisica schiacciata tra muri volitivi. Immorale è ciò che non produce profitto. Ed io gabbiano, farfalla e tramonto senza palliativi nella cassaforte vuota mi immergo a capo fitto.
E giro la ruota.
Mastrombroso, t’ho tirato dentro il post - che in tal modo diviene una sfida aperta. Nel caso qualche altro scriteriato passante, senza nulla da perdere, si volesse cimentare nella folle impresa.
Adoro farmi tirare per la giacchetta a fiori.
E se son rose…
Grassie!
Che dire?C’è solo un uomo che riesce a far vibrare le corde del mio essere come le ali di una farfalla in cerca di luce, aria, fiore.
Si nutre delle sue parole, lei così delicata…un colore, tante sfumature:passano inerti davanti ad un silenzio inquietante, che riporta tutto da dove è nato il sentire.
Voce sussurante quella di un gabbiano..passano, veloci, ingombranti….è già arrivato…ancora colori,risplendono in un cielo che non sa più di essere tale.
Il mio ricordo va all’unico tramonto mai vissuto, l’unico che posso ancora avere nitido davanti agli occhi, l’unico da cui tutto ebbe inizio…Non c’era più la follia della perfezione, ma solo un tramonto di tanti piccoli schizzi di colore.
Ma il tramonto più bello lo vivrò con te un giorno, forse…
L’unica risposta che potevo darti è qui..
Sonetto con tramonto, gabbiani… e farfalla?
Sepolta era la spiaggia da quel rosso
color di cielo e turbinar di sabbia,
granelli di corallo in volo posso
sentire aspri alla mia lieve gabbia;
ali forti vi premono a ridosso
soffocando le urla con la rabbia,
c’è un bagliore maldestro lungo il fosso
che pure cupo soffio pare ch’abbia.
Luce di luce vorticosa e mera
ti avvicini furtiva alla mia spalla,
mi spingi al viola denso della sera,
m’accuccio, intorno ogni nonnulla balla:
non toccarmi, sei tu vana chimera?
dimmelo, oppur sei solo una farfalla?