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Sfide.

Si dice che scrivere una poesia con farfalla, tramonto e gabbiani
sia un’impresa improba, al di là dell’umano.
Chiaro che prima o poi qualcuno, arso da fuoco prometeico
e senza ormai più nulla da perdere, doveva provarci.

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[tentativo n. 01] . POESIA CON FARFALLA, TRAMONTO E GABBIANI
di Luca Carlucci

La farfalla gialla
Si sbatte come un battito di ciglia
Mariposa che si posa
E si riposa sulla merda
Che emerge dai granelli
Intrugli, plastiche e bargigli
Tra’ cippi, i pali, i fusi
Di cento mille ombrelloni chiusi
In un lungo e momentaneo
Abbandono litoraneo.
Inutile ti libri nell'aire, tanto non sei poetico

E ferma sul rifiuto
L’ali leva e flette
Con aritmica voglia
Mentre l’astro muto
Cala sulla soglia
E trasmette al cielo
Un liquido bruciare
E un sentimento nero
Che tutto preme e pigia
Il sole e il suo bagliore
sotto la linea del mare
come dentro una valigia
e qualcosa stesse per salpare
in questo truce momentaneo
tramonto litoraneo.

E dal nero stringente
Si sfila nella brezza la farfalla
risucchiata sincopata in entroterra
E sul lido tornano gli spettri,
le bianche cadaveriche mani
che nella tenebra frugano febbrili
e stridono dell’orrido crudele
funebre grido dei gabbiani.

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[tentativo n. 02] . RAGGI LIBERI SU STELLA FISSA
di Mastrombroso - mastr0mbroso@yahoo.it

Il cielo si è ripulito dopo la pioggia e un dito indica lontano il volo di un gabbiano che le sue ali poggia sul vento frizzante. Mi alzo dal pavimento quasi terreno aliante ed è il volo di un momento. Ripetuto sgomento. Cuore battente,
turbine di un’ala intelligente. Sedimento.
Il tuffo nel sereno dell’astro piangente si fa commozione tutta cerebrale che fa più male di ogni delusione. Se sono farfalla in bianco e nero è motivo sordido di vanto. Al mondo intero adesso grido e senza tono canto un dolore ancora non provato, animale di cui rido. Profusione. Santo.
La soglia varcata col sinistro presentimento che il prossimo tramonto addormenterà le pagine sfogliate senza voglia.
Il pudore sventrato col bicchiere rotto tra i denti. L’adorazione dei perdenti, la sfoglia della nonna come monito carente. C’è sempre una luna vigliacca nella tempesta delle età. E numerarla è sproloquio, contabilità non commerciata, una frittata di parassiti ricchi di proteine ed evasivi. Dichiarazione dei crediti della persona fisica schiacciata tra muri volitivi. Immorale è ciò che non produce profitto. Ed io gabbiano, farfalla e tramonto senza palliativi nella cassaforte vuota mi immergo a capo fitto.
E giro la ruota.

9 risposte a “Sfide.”

  1. il 13 Feb 2007 alle 22:48jan
  2. il 14 Feb 2007 alle 17:48Carla
  3. il 14 Feb 2007 alle 23:21Luca Carlucci
  4. il 14 Feb 2007 alle 23:30Luca Carlucci
  5. il 15 Feb 2007 alle 14:54mastrombroso
  6. il 15 Feb 2007 alle 17:16Luca Carlucci
  7. il 15 Feb 2007 alle 17:34mastrombroso
  8. il 15 Feb 2007 alle 18:48Formichina
  9. il 24 Feb 2007 alle 22:20topolina

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