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Poveri

NON DEVONO LOTTARE COI TRIGLICERIDI E SI LAMENTANO PURE!

Un rapporto dell’Onu punta il dito contro il sottosviluppo che attanaglia gran parte del mondo. L’Occidente, scosso nell’intimo, s’ipnotizza a guardare il dito dell’ONU, e le suggerisce l’indirizzo di una buona manicure. Poi s’accorge dei miliardi di poveri che si stanno avvicinando e propone loro una bella chattata, giusto per prendere il tempo necessario a sprangarsi in casa. Una volta al sicuro, accesi tv e pc, riempito il frigo, data la cera alla macchina, l’Occidente s’accoccola in poltrona bofonchiando qualche giustificazione tra sé e sé e, abboffandosi di patatine fritte per dimenticare, si dispone all’appuntamento con l’infarto. Tutti i particolari in cronaca.
Il progresso galoppante!

L’Occidente ricco e industrializzato è rimasto intimamente colpito-dai dati contenuti nel rapporto annuale dell UNDP, il programma della Nazioni Unite che si occupa del monitoraggio su scala mondiale dello sviluppo umano, valutato secondo criteri quali PIL nazionali, reddito pro-capite, aspettativa di vita, scolarizzazione, distribuzione delle risorse, stato dei diritti civili, qualità della vita.
Si tratta di un dossier di 1200 pagine scritte fitte fitte, fatto di· statistiche, istogrammi, grafici a torta - questi ultimi racchiusi in robuste cornicette per scoraggiare la voracità delle multinazionali.

Il quadro che ne esce, in estrema sintesi, è il seguente: i poveri, gli affamati, gli abbrutiti sono sempre di più, sempre più affamati, sempre più abbrutiti, mentre i ricchi e i satolli sono sempre di meno, sempre più ricchi e, se possibile, ancor più abbrutiti dei poveri.

Alla lettura del rapporto, tra i ricchi dei paesi ricchi, la prima reazione è stata isitintiva e generosa: mettere mano al portafoglio per controllare che fosse sempre al suo posto.
La seconda reazione, più meditata, è stata di vibrata indignazione. “E’ davvero uno scandalo insopportabile, un pugno allo stomaco che non deve, non può lasciare indifferente nessuno: il rapporto dell’UNDP è identico da vent’anni, non si trattano così i lettori, questa è la verità! Nessuna variazione, nessun nuovo colpo di scena, solo qualche cifra ritoccata. Possibile che all’Onu siano così privi di fantasia? O forse non sarà che hanno poca voglia di lavorare?”, ha dichiarato tra un rutto e l’altro Tobe De Panza, consigliere alla Presidenza Usa per lo Sciacallaggio lntemazionale, per poi aggiungere: “Quello di rinchiudere i grafici a torta dentro robuste cornicette è stato un odioso colpo basso. Ci faremo sentire!”.

E la risposta, in effetti, non si è fatta attendere. Pochi giorni dopo la pubblicazione del rapporto UNDP, il “Capitalism Against Zoophilia,Zombies, Incompetent Tourists and Unable Oculist Institute” (C.A.Z.Z.I.T.U.O.I), centro di studi autocritici del Capitalismo mondiale finanziato da dodici multinazionali e dal Fondo Monetario lnternazionale, ha pubblicato una specie di controrapporto (il “Who Sleep Don’t Get Fish Dossier”), nel quale si cerca di evidenziare come non siano solo gli straccioni a passarsela male, anzi, e che in ogni caso, alla fin fine, chissenefrega.

Entrando nel merito delle cifre, secondo le fonti dell’UNDP ogni 24 ore muoiono 30.000 bambini per cause definite “prevenibili” - ad esempio, suggeriscono gli esperti dell’ONU, dando loro qualcosa da mangiare ad intervalli regolari (antichissimo metodo terapeutico che alcuni manuali medici definiscono “nutrizione”), oppure somministrandogli un antibiotico quando prendono il maldigola, oppure inoculando nei loro cavi orali dosi bastanti di H2O, possibilmente esente da vibrioni grossi come pantegane lagunari (attualmente, un miliardo di esseri umani non ha accesso all’acqua potabile).

A queste cifre, il CAZZITUOI risponde con altre cifre ben più drammatiche.
Non solo il 56% dei ricchi non ha accesso a cocktail fatti come si deve, ma, ogni dieci anni, due miliardari muoiono soffocati dall’oliva del Martini, tra atroci sofferenze, mentre almeno altri 98 (dati ufficiosi) si scheggiano i premolari a causa del nocciolo dell’oliva.
Inoltre, prosegue il controrapporto, considerando che i redditi congiunti delle persone che vivono nei 43 paesi più poveri del mondo, sommati tutti insieme (146 miliardi di dollari), non arrivano nemmeno ad un quinto degli averi personali delle 200 persone più ricche del mondo (oltre 1000 miliardi di dollari), si capisce come la morte di due miliardari equivalga, nei fatti che contano, alla morte di decine di milioni di persone, e che dunque vadano tutti affanculo.
Inoltre, si legge nel dossier CAZZITUOI, “… è troppo facile impietosirsi per un po’ di mocciosi magri e malati, dagli occhioni grandi, molto più difficile impietosirsi per due adulti floridi, allegri, bene in carne e dagli occhi acquosi e porcini. Ma bisogna andare oltre il senso comune, e cogliere i drammi ovunque essi avvengano. Questo è l’unico modo produttivo di affrontare le cose”.

113 milioni di bambini, secondo l’UNDP, non hanno mai messo piede in una scuola, e di questi, 110 milioni sono destinati ad una vita di accattonaggio.

La risposta del dossier CAZZITUOI è perentoria: dati alla mano, si dimostra come il 95% dei miliardari è laureato, ma non ha messo comunque mai piede in una scuola, né aperto un libro. Ciò significa che quella della scuola è tutta una scusa, un misero alibi dei furbi bambini meridionali (in senso mondiale) che così possono darsi all’allegra e spensierata vita dei vagabondi, con la spiga in bocca e il fagotto attaccato al bastone, senza fare un cazzo dalla mattina alla sera e vivendo sulle spalle dei miliardari.
“Per fortuna - prosegue il controrapporto - questa odiosa realtà di bambini viziati e fancazzisti è in parte mitigata da tanti loro coetanei di buona volontà, che anziché spassarsela a zonzo, passano le loro giornate a cucire palloni e scarpe da jogging nei centri sociali che abbiamo filantropicamente aperto in tutti gli stati depressi del mondo. D’altronde, è una verità medica incontrovertibile che dalla depressione si esca tenendo la mente occupata”.

Passando alla situazione dei diritti civili, al rilievo ONU secondo cui i poveri sono sempre più vessati, il CAZZITUOI risponde che anche i ricchi sono vessati, e non poco, da un fitto calendario di cocktail party. I dati sono agghiaccianti: da uno studio condotto sui miliardari di dieci paesi, risulta che, nel corso del solo 1999, l’86% di essi ha dovuto affrontare circa 221 cocktail party, 311 brunch, 307 briefing, 222 pranzi di lavoro, 168 sedute in palestra, 151 partite di squash, 560 gr. di cocaina, 10 ore di depilazione nasale e auricolare, e circa 36 secondi di introspezione.
Dramma nel dramma, il 16% dei miliardari monitorati è stato costretto ad accompagnare i figli a scuola almeno 2 volte nell’arco dei 12 mesi - in un caso, diventato un classico della letteratura sul tema, uno dei figli ha vomitato sui sedili in pelle di cervo della Jaguar.

Altro punto sul quale i due rapporti divergono sensibilmente è quello riguardante i diritti delle donne.
Secondo l’ONU, mentre nelle società tradizionali da 85 a 115 milioni di donne sono vittime di mutilazioni sessuali, nelle società avanzate esse vengono tenute ai margini della vita politica e lavorativa, ed inoltre si stima che una donna su tre abbia subito molestie sessuali.

A questi rilievi, il controrapporto obietta che: 1) l’anorgasmia provocata dalle mutilazioni su tante donne del terzo mondo costituisce un grave handicap per l’espansione del mercato dei falli in lattice, con conseguente nocumento sul miliardario che ha interessi nel ramo; 2) ne deriva che le donne mutilate, con la loro esistenza, costituiscono una violazione ai diritti civili del suddetto miliardario, che vede limitare la sua aspirazione alla libera impresa; 3) cosa stiamo qui a discutere di negre senza clitoride delle quali non sbatte un cazzo a nessuno.
Per quel che concerne le società avanzate, è ben altro il dato su cui il CAZZITUOI punta il dito. Una ricerca effettuata dall’Università di Valladolid ha infatti evidenziato come siano sempre più numerosi i casi di top-model che rifiutano di dare il culo ai miliardari che le hanno foraggiate per diversi giorni, con tanto di gita in yacht, ristoranti esclusivi, collier di diamanti. Un incredibile caso di sfruttamento del lavoro signorile che è fin qui passato inosservato, e sul quale si invita la società civile ad intervenire.
“Non è possibile - si legge nel controrapporto - che decine, se non centinaia, di milioni spesi per farsi belli con una fica producano solo pompini e penetrazioni vaginali. E non si può pretendere che il miliardario ricorra sistematicamente allo stupro anale, che com’è noto richiede un notevole dispendio di energie psicofisiche, nonché un ulteriore esborso per evitare complicazioni di ordine legale. Le donne hanno assunto una posizione monopolista sul loro culo del tutto inaccettabile, ed invitiamo gli organismi antitrust nazionali a porre rimedio a questa vergogna”.

“In definitiva - conclude il controdossier del CAZZITUOI - è stata premura di questo studio ristabilire la verità. I problemi di chi ha tantissimi soldi sono molto più stringenti e numerosi di chi non ne ha, a cominciare da un punto fondamentale: dove metterla tutta ’sta grana? Si consideri poi che l’aspettativa di vita di un ricco occidentale è di circa 80 anni, mentre quella di un qualsiasi pezzent … , ehm, abitante della Sierra Leone, tanto per fare un esempio, è di 37,5 anni. Ciò significa che un ricco ha problemi per moltissimo tempo in più di un povero. Poi, parliamoci chiaro, i poveri son sudici, lagnosi, violenti, e non c’hanno manco Internet, e se ce l’avessero non c’avrebbero i soldi per pagare la bolletta, e se avessere quelli non avrebbero i soldi per l’e-commerce. Insomma, sono delle vere e proprie palle al piede. Noi ricchi siamo gli unici che facciamo davvero qualcosa per risolvere la loro situazione. Nei soli anni ‘90, grazie ai grandiosi eventi multimediali da noi patrocinati, e che i giornali, con una certa superficialità, chiamano guerre, vi sono stati ben 5 milioni di poveri in meno, e una decina di miliardari in più. E poi dicono che il piombo fa male”.

[pubblicato su “Cuore”, anno X, n. 53, luglio 2000]

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