(MUSICA ta-daaa-da-daaa-da-daaaaaaaaaaaaaaa-da-daaa)
(IMMAGINI: gattini ciechi, piccoli di foca presi a bastonate, un pesce rosso che soffoca fuor d’acqua)
La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo.
Il nostro tempo.
Non il vostro eh, il nostro.

(MUSICA: ta-daaa-da-daaa-da-daaaaaaaaaaaaaaa-da-daaa)
(IMMAGINI: negretti scheletrici dagli occhioni dolci, Moana Pozzi con un cazzo in bocca, una suora in lacrime col cartello “Santo subito!”, le ragazze di “Non è la Rai”, Marcellino Pane e vino in punto di morte, gattini ciechi)
Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze.
Sono queste che poi vanno a definirci.
Alcune sono più importanti di altre, perché formano il nostro carattere.
Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
La differenza tra il bene e il male aziendale.
Cosa essere e cosa non essere.
Ci insegnano chi vogliamo diventare.
Quanto e come vogliamo guadagnare.
(ta-daaa-da-daaa-da-daaaaaaaaaaaaaaa-da-daaa)
(IMMAGINI: un negretto scheletrico che spolpa una coscina di gattino cieco, Falcone, Borsellino, Rin-tin-tin, Natalia Estrada-Paolo Berlusconi-Giorgio Mastrota in rapida sequenza, foto di compleanno di Alfredino, schema di un pozzo artesiano)
In tutto questo, alcune persone e alcune cose si legano a noi in un modo spontaneo e inestricabile.
Prendiamo gli operai polacchi.
Ci sostengono nell’esprimerci e nel realizzarci.
Ci legittimano nell’essere autentici e veri.
E se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve.
E gli operai polacchi significano veramente qualcosa.
Costano 380 euro al mese.
Così ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve, da cui lo spostamento delle fabbriche in Polonia.
(ta-daaa-da-daaa-da-daaaaaaaaaaaaaaa-da-daaa)
(IMMAGINI: una cucciolata di gattini ciechi che aggrediscono un negretto scheletrico, un tinello di un cassintegrato, Lapo strafatto di coca su una Ferrari, fototessera di Marta Russo, il gesù di Zeffirelli, Pinocchio di Comencini, Carla Fracci, il Maresciallo Rocca, Candy Candy, De Gasperi, il Maestro Manzi, Ludovico Ariosto, Tirammolla, Ricky Cunningham)
E allora, appartengono a tutti noi e a nessun altro.
La nuova Fiat appartiene a tutti noi.
Anche a voi, in un esemplare e purché scuciate diecimila euro.
Gli operai polacchi se la scordano.
Però, a questo insieme di persone, gli facciamo scrivere il tempo.
Il nostro tempo.
(ta-daaa-da-daaa-da-daaaaaaaaaaaaaaa-da-daaa)

Il titolo sarebbe: Felicitazioni e ferie pagate!
Dopo la grande identità Nietzsche-Spinoza, va in scena adesso Debord-Philotto? E perché non renderlo bit questo clip che mi abbacina col pugno chiuso, la mosca in mano?
Pum! Contro il muro!
Ma quei cazzo di polacchi il cambio automatico non lo sanno montare?
(ta-daaa…)
Post un po’ debordante, in effetti.
Comunque, sul bit, hai avuto la stessa, immediata idea di un altro compagnone (peraltro vera e autentica bestiaccia pubblicitaria, con tanto di speaker professionista di contorno. Dico bene, o mio omonimo?).
Chissà, magari ce la si fa.
Il titolo sarebbe: Confessioni di un andrologo dalle nuvole.
Posta che riposta, la prostata apostata è ingannata dall’ombra zozza di un bicchiere; ma se volete sapere com’è buono il cacio con le pere, chiedete al contadino anziano che diventereremo seminando con e senza fltro gli affanni di cotesti screen. Nuovi pomidori.
Premetto che la mia convivente a progetto si è laureata su Spinoza, eppure Baruch fatico un po’ a seguirti. Almeno in “Eternità della mente” (titolo della tesi con cui la mia amata ha preso i voti) c’era una premessa, un indice e soprattutto una dedica (ho letto la tesi solo per quello lo ammetto). Qui come si fa?
Vabbè insomma, io sarei l’omonimo non più anonimo pubblicitario, che davanti a tre negroni (quelli allo stato liquido) avrebbe avuto l’impulso di bittizzare l’ennesima idiosincrasia philottiana.
insomma, phil, quando vuoi…