Gli
17 Luglio 2007 > di Luca Carlucci
Il Ministro per le Telecomunicazioni Paolo Gentiloni (non fate quella faccia: c’è davvero un tizio che si chiama Paolo Gentiloni e che di lavoro fa il ministro delle Telecomunicazioni) ha un blog.
Nello spazio commenti del suo blog, Paolo Gentiloni sta ricevendo una salva di vaffanculo (attualmente, siamo sui 4.000 nel giro di tre post e pochi giorni) che rimarrà negli annuari della sfiga informatica.
L’origine del fenomeno è a dire il vero un po’ artificiale: Beppe Grillo, dal suo blog da centinaia di migliaia di visite al giorno, ha aizzato polemicamente il suo traffico sul target gentilonesco (oggetto del polemizzare: la questione delle frequenze tv Rete4/Europa7, e l’oscena chiusura del blog di Piero Ricca).
Ben più rilevante sarebbe stato un fenomeno spontaneo, autorganizzato, da tam-tam.
Ciononostante, lo psicodramma in corso presenta almeno un paio di aspetti interessanti.

Primo. Gentiloni è un uomo politico e un ministro.
Un ministro “politico” (non tecnico cioè) dovrebbe essere, a buon senso, una personalità politica di rilievo.
Una personalità politica di rilievo dovrebbe essere tale, in teoria, sulla scorta di un consenso rilevante da parte di una base partitica e elettorale. Ovverosia , sulla base di un nutrito gruppo di citadini che approvano quel che pensa Gentiloni, ne diffondono le idee, lo votano.
Questo è lo statuto elementare della politica. Apparentemente.
Nei fatti, la sostanza politica di Gentiloni è il nulla. E la totale, tristissima solitudine in cui è stato lasciato a fronteggiare l’onda anomala di commenti critici e offese sul suo blog mi pare in questo senso molto significativa.
Nessuno si mobilita per difenderlo perché Gentiloni, nella realtà fisica tangibile, ha un solo elettore: Rutelli. Per il resto, è un perfetto sconosciuto messo lì a fare il ministro: per gli elettori italiani, dire Gentiloni equivale a dire “Mario Rossi”, o “sedia a sdraio rotta”, o “pino marittimo”.
Questo è la politica italiana, oggi.
L’altro aspetto interessante riguarda la ricaduta di questa invasione invero parecchio scomposta sulla voce “blog di organismi e rappresentanti politici”.
Da un lato è assolutamente evidente che è impossibile per Gentiloni rispondere ai commenti uno ad uno; dall’altro è altrettanto evidente che non potrebbe assolutamente permettersi di ignorare la cosa, pena la morte del suo blog, e una webfigura di merda di dimensioni epocali.
Ma non ignorare, significherebbe:
1) trasformare il blog in un luogo dove si fa politica di prima mano (per rispondere davvero, dovrebbe dichiarare, infatti, cosa pensa della questione rete4/Europa7, e come intende agire etc)
2) dare alla forma blog, e alle sue peculiari caratteristiche di partecipazione e feedback, il potere di dettare in un certo senso l’agenda politica di un ministro.
3) in caso di risposta politichese, traccheggiante etc, aizzare ulteriormente gli invasori, finendo col trovarsi il blog espropriato da un’orda inferocita e vandalica di sanculotti con torce e forconi.
Tutte e tre le opzioni sono in certo senso inquietanti per Paolo: la terza per motivi evidenti, le prime due perché in un certo senso aprirebbero una falla vistosa nella prassi distante e opaca che permette agli inquilini dei piani alti di farsi i cazzi propri in splendida nonchalance - ovvero quella stessa prassi che ha portato le terga di Paolo, così come quelle di molti altri componenti dell’attuale esecutivo, su una damascata poltrona da ministro.
C’è da dire anche che l’approccio coprolalico, da sputo sul potente, di molti dei partecipanti all’invasione blogghesca è del tutto controproducente, e può fornire al ministro un alibi per permanere nella sua assenza.
La mia previsione è che Gentiloni opterà per una sana webfiguradimerda - oppure al limite, sposterà il piano della discussione su questioni formali traccheggianti e di nessuna sostanza, o traslerà la questione con una lettera di risposta a Grillo sul blog del comico.
Tanto che je frega, l’importante è che non scontenti la sua base elettorale, Francesco Rutelli.
[post ecosostenibile al 100%, ricavato riciclando un commento a un post di aghost]

grazie per aver considerato un mio post alla stregua di *spazzatura riciclabile” :PPP
Il riciclato è il mio commento, mica il tuo post! Tu pensa piuttosto ad acclarare il mistero dei commenti scomparsi (e poi, dopo le proteste popolari, ricomparsi). E’ vero, come si dice in giro, che presto riceverai una 500 in omaggio?
Calma calma io so che cazzo è “pino marittimo”, non me l’ha detto Grillo chi è…
si, dopo una dura trattativa con marchionne, me ne manda una rossa col tettuccio nero :P
Secondo il magistrato De magistris, quello che indaga in calabria e dove pare sia coinvolto prodi, “quella dei fondi pubblici europei, nazionali e regionali, è la strada per capire “la nuova tangentopoli” che avviene “attraverso un sistema pilotato di erogazioni pubbliche, che non coinvolge soltanto i cosiddetti mariuoli, ma è il latrocinio che si fa sistema e alligna trasversalmente nella politica, nell’ economia, nelle istituzioni, nella magistratura”.
chissà perché mi è venuto in mente italia.it e tutti gli altri mega portali… per non parlare delle grandi opere…
Gio, non era quello il punto: il punto è che la gran parte degli uomini politici su piazza hanno, dal punto di vista della partecipazione alla vita pubblica, e dunque dell’avere una reale base elettorale, un consenso su cui fondano la loro autorità e le loro cariche, una consistenza pari a zero.
Paolo Gentiloni, insomma, non è cattivo: è solo insulso, insulso come un cartellino con su scritto “rutelli” poggiato su una sedia. E il suo comportamento, la sua amministrazione, e financo il suo blog pre-invasione (una serie di post zuccherini superficialissimi privi del benché minimo spessore e profondità di pensiero) testimoniano incontrovertibilmente questo status esistenziale.
Aghost, chissà perchè!
dici che siamo noi malfidati a pensar male? :P
Ma no, dico solo che dalla cosiddetta tangentopoli il paese è uscito istituzionalizzando il malaffare.
A dire il vero qualcuno che ha tentanto di prendere le difese del ministro c’è stato. Tra i commentatori del post del 17 luglio troverete infatti un certo Antonio Nicita che, senza qualificarsi, ha preso le parti dell’esponente della Margherita. Ma il popolo della rete è riuscito a smascherarlo e si è così saputo che egli, come risulta esplicitamente dal suo sito personale www.antonionicita.it, è un consulente di Gentiloni. Andatevi a leggere i suoi commenti. Da manuale.
Tra i commenti troverete anche una (verosimile) intercettazione di una telefonata che ho immaginato sia avvenuta tra i due:
– Pronto?
– Pronto chi parla?
– Ciao Nicita, sono io.
– Io? Io chi?
– Ma sì… Gentiloni!
– Gentiloni chi?
– Ma dai! Sono Paolo Gentiloni. Il Ministro delle Telecomunicazioni…
– Gentiloni… Gentiloni… ministro…
– Cazzo! Vai su www.paologentiloni.it. Vedi quello col cellulare, sulla sinistra? Quello sono io.
– Ma ceeeerto! Paolo! Minchia, ma una foto migliore non ce la potevi mettere? Se ti facevano Ministro della Salute ti facevi fotografare con un clistere? (ride)
– Senti non è il momento di scherzare.
– Perché, ch’è successo?
– Visto che sei già sul mio blog dai un’occhiata ai commenti degli ultimi due post…
– Stramiiiiiiinchia! Quasi 5000 commenti. Un successone!
– Successone un cazzo! Ma li hai letti? Sono nella merda. Mi stanno massacrando.
– Beh, però loro hanno pure ragione.
– Senti Antò, mi devi aiutare…
– Arriva al dunque. Cosa vuoi da me?
– Io non ce la faccio. Mi vergogno come un ladro. Fai una cosa: inserisciti tra i commenti… in modo… discreto. Dobbiamo smontare sta bufera. Fai tu, inventati qualcosa. Per me è un danno di immagine tremendo! Proprio ora che ci sono i lavori per la formazione del PD…
– No guarda, lasciami fuori.
– Ti prego! In nome della nostra amicizia.
– Amicizia un paro de palle! M’hai fatto lavorare come uno schiavo e non ho visto manco un euro. Bell’amicizia!
– Senti, sono disperato… facciamo così. Tu mi fai questo “piccolo piacere” e io vedrò di darti un incarico come si deve… ovviamente ben retribuito… fidati!
– A Gentilò, ricordati che io i politici li conosco bene, e fidarsi di un politico è una contraddizione in termini.
– (piangendo) Antooooo! Ti preeeego!
– E non frignare! Cazzo, un po’ di dignità… E va bene. Ma stavolta fatti il nodo al fazzoletto che sennò ti sputtano, giuro! Un incarico come si deve. D’accordo?
– D’accordo, d’accordo. Parola di poli… volevo dire, parola di scout!
Caro Alfonso
ti ho già risposto sul punto, ma evidentemente la mia risposta non ti conviene, al punto che diffondi la carina provocazione dell’intercettazione, spacciandola per verosimile.
La verità è che il ‘popolo della rete’, messo alla prova non produce sempre risultati apprezzabili, appunto di autoorganizzazione. Adesso, dopo insulti e offese, è spuntata finalmente una petizione. E’ un passo avanti, al di là del merito delle questioni che per quello che vale, personalmente apprezzo.
Sul presunto ’smascheramento’ del popolo della rete su di me…è un altro tipico esempio delle balle con cui taluni si autoesaltano. Uno scrive con il suo nome e il suo cognome. Ha un blog con il suo nome e il suo cognome. Sa benissimo che mettendo nome e cognome su google esce il proprio blog con il suo cv. Crede di pensare che ha ache fare con gente che ha argomenti da discutere e poi scopre di essere ’smascherato’ dal ‘popolo della rete’……mah! Per fortuna che molti altri mi hanno scritto. Ci sono tanti diversi popoli nella rete…x fortuna.
Caro Antonio,
nonostante il caldo insopportabile e il mio computer che peggiora sensibilmente la situazione, non posso esimermi dal replicare al tuo precedente intervento.
Cito:
[…] ti ho già risposto sul punto, ma evidentemente la mia risposta non ti conviene, […]
E vediamo la illuminante risposta che hai dato, non direttamente a me ma a quelli che tu chiami “spammers”:
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19 Luglio 2007
commento al post: Brava Rosy
AVVISO A GRILLO E AI SUOI SOLDATINI
di Antonio Nicita
Carissimi spammers vi do una grande notizia:
1. lo sapete che esiste una cosa chiamata parlamento?
2. ha pure un sito web, pensate
3. se andate al sito web, scoprite, pensate un po, le leggi e i disegni di legge per la discussione
4. incredibile: ci troverete pure i ddl gentiloni che si occupano di ri-regolare il sistema televisivo
……. lo so il testo è difficile, tecnico, richiede preparazione……è molto più facile dire ‘fanculo’ con un click….il paese è vi ringrazia della grande passione civile che generosamente profondete….
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E questa hai la sfrontatezza di chiamarla “risposta”. Davvero molto tecnica e professionale! Già, dimenticavo la considerazione che hai di chi sta invitando Gentiloni a fare il suo dovere.
Cito:
[…] al punto che diffondi la carina provocazione dell’intercettazione, spacciandola per verosimile. […]
Da diversi giorni centinaia di italiani, hanno preso coscienza di alcuni fatti e stanno chiedendo al Ministro delle Telecomunicazioni in carica, con oltre 6000 commenti, di esprimersi adeguatamente. Le abbiamo provate tutte: con le buone, con le cattive e, come ho tentato di fare io, con l’ironia e la provocazione. Capisci la parola “ironia”? Credevo di sì. Ecco, a proposito della mia telefonata immaginaria, il tuo commento:
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19 Luglio 2007
commento al post: Brava Rosy
x alfonso
di antonio nicita
carina l’intercettazione….(mannagggia non sono stato tanto discreto vero? ) ciao
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Cito:
[…] La verità è che il ‘popolo della rete’, messo alla prova non produce sempre risultati apprezzabili, appunto di autoorganizzazione. […]
Questo è ciò che accade quando il fenomeno è spontaneo e non organizzato a tavolino. E poi critichi il “popolo della rete” quando viene messo alla prova. Ma secondo il tuo autorevole parere, chi ci rappresenta oggi in parlamento (TUTTI NON SCELTI DAL POPOLO ITALIANO MA DALLE SEGRETERIE DI PARTITO) produce risultati apprezzabili? Bisogna proprio essere degli svergognati per sostenerlo!
Cito:
[…] Adesso, dopo insulti e offese, […]
Forse ti riferisci a queste:
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18 Luglio 2007
commento al post: La scomunica
I GRILLI IGNORANTI
di Antonio Nicita
L’ignoranza dei seguaci di Grillo è deprimente. Se questo è il popolo dei blog, la banda sarà pure larga, ma la testa mi sembra molto stretta…
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18 Luglio 2007
commento al post: Brava Rosy
BEPPE GRILLO NON FAI PIU RIDERE
di Antonio Nicita
Do la mia solidarietà a Paolo Gentiloni.
Beppe Grillo, che pure mi sta simpatico, gioca come può.
La tristezza è i soldatini che lo seguono. l’antipolitica via blog è ancora più triste.
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19 Luglio 2007
commento al post: Brava Rosy
SAPETE DIRE IN 5 PUNTI COSA VOLETE?
di Antonio Nicita
Basta anche uno, breve. Ma che abbia un senso. Sapete poi firmare con il vostro nome e cognome? Probabilmente no. E volete che qualcuno vi prenda pure sul serio. Andate ad inquinare altri blog. Lo ripeto, se questo è il popolo italiano dei blog siamo messi male: banda larga, ma cervello stretto…
Ah: il mio nome e cognome: Antonio Nicita.
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Questo è il tono dei tuoi primissimi commenti ai post di Gentiloni. Critichi chi insulta ma poi ti fai maestro di dileggio. Almeno in questo, devo ammetterlo, non hai proprio niente da imparare.
Cito:
[…] è spuntata finalmente una petizione. E’ un passo avanti, al di là del merito delle questioni che per quello che vale, personalmente apprezzo. […]
Sei sulla strada giusta per fare il politico. Un colpo alla botte e uno al cerchio. Critichi, ma apprezzi: da manuale!
Cito:
[…] Sul presunto ’smascheramento’ del popolo della rete su di me…è un altro tipico esempio delle balle con cui taluni si autoesaltano. Uno scrive con il suo nome e il suo cognome. Ha un blog con il suo nome e il suo cognome. Sa benissimo che mettendo nome e cognome su google esce il proprio blog con il suo cv. Crede di pensare che ha ache fare con gente che ha argomenti da discutere e poi scopre di essere ’smascherato’ dal ‘popolo della rete’…… […]
Dunque io avrei detto una balla. È forse una balla che non ti sei mai qualificato come consulente del ministro? È forse una balla che il tuo vero ruolo è venuto fuori (effettivamente facilmente, chi ha mai detto il contrario?) da un blogger. Devi tenere conto che nessuno all’inizio poteva giurare che l’Antonio Nicita che scriveva fosse proprio il professore di Siena e non un omonimo e c’è voluto un po’ per fugare ogni dubbio.
È ben diverso intervenire nel dibattito come semplice cittadino, come il solo nome e cognome lascerebbe intendere, piuttosto che come collaboratore di Gentiloni. Non trovi?
Quanto al tuo esserti presentato col tuo vero nome e cognome, questo lo apprezzo. Anche io non approvo chi si trincera dietro l’anonimato. Io non ho alcun timore di essere identificato (se noti, nella lista della petizione io sono stato il primo a identificarmi anche con la mia città) ma non per “autoesaltazione”, come dici tu, ma per puro senso di responsabilità.
tra i vantaggi di mettere sempre il proprio nome e cognome, c’è quello di poter risalire a quello che si scrive. Ti ringrazio per la ricostruzione storica, ma mi era nota.
Sono entrato a visitare il sito di PG quando già vi erano più di 2000 commenti e quando PG aveva già postato la sua risposta. Per torvare commenti non offensivi, insignificanti se non veri e porpri deliri bisognava cercare con il lanternino. Sembrava quasi che Gentiloni avesse spento il sito a Ricca per favore un favore a Fede. “Banda llarga e testa stretta” mi sembrava e mi sembra ancora per quel tipo di interventi un ottimo slogan. Se questo è il capitale umano che uno si apsetta dagli impegni di Lisbona, stiamo abbastanza freschi. Tu dici che io ho offeso, può darsi, penso si tratti di offese che sono anni luce da quello che è stato scritto sul sito per azioni - come la chiusura dle blog di ricca - di cui non è certo responsabile il Ministro (che tra parentesi non ha certo bisogno di me per difendersi). Ora si può sostenere tutto, ma i commenti che non offendevano e basta, avevano richieste abbastanza insensate. L’impressione era che molti seguissero “l’ordine di Grillo” senza esercitare alcuna capacità critica o autonomia di giudizio. Peraltro se sentite l’appello di ricca in video è rivolto alal magistratura e non al ministro, ma questo Grillo non l’ha detto e quindi non ve ne siete (pre)occupati.
Non è un caso che dopo 4000 messaggi di insulti sia spuntata la petizione, segno che anche alcuni di voi si sono resi conto che occorreva cambiare il tiro e lo hanno fatto. Questa cosa è avvenuta subito dopo alcuni scambi di opinione che sono avvenuti tra me e almeno altri 6. Li ho capito che c’erano alcune persone che DAVVERO volevano capire. Con esse mi sono sentito anche per email e ho promesso che avrei dtao loro la mia perosnale risposta. NOn so se ho contribuito a ciò, ma è accaduto anche dopo i miei interventi e ho salutato la cosa come un fatto positivo in tanta follia (da spam, perché l’effetto è lo stesso, messaggi insensati che hanno lo scopo di bloccare il sito). Nella petizione ora si chiede l’opinione del MInistro e non interventi del ministro su cose su cui non ha potere imemdiato di soluzione specifica (rete4 e il ‘dissequestro’ del blog di ricca).
La presunta intercettazione era molto carina e come dici tu io l’ho riconosciuto; se però la mandi in giro in altri blog e la spacci come verosimile è fuori contesto e questo non va bene.
Ultima cosa: trovo sconvolgente che proprio da parte tua, da uno del popolo della rete, mi si rimproveri di NON ESSERMI QUALIFICATO come collaboratore, tecnico, del Ministro. Io sono molte cose e non mi capita tronfiamente di presentarmi per le cose che faccio, ma per quello che sono. E rivendico pienamente il mio diritto di cittadino di intervenire come credo, con il mio nome e il mio cognome, esprimento la mia opinione (che peraltro essendo quella di un cittadino può ben essere diversa dalla tua e persino da quella del Ministro). Sapevo benissimo che si sarebbe scoperto in due secondi. PEr cui obietto l’essere stato ’smascherato’. Non c’era alcuna maschera. E pensa un po’, credevo di essere apprezzato epr questo…Ma s euno decide di essere comunque e sempre “incazzato” per tutto, per che ciò che desidera salvare e il Vday, alora che parliamo a fare? Offendiamoci e basta. O ignoriamoci. Io non la penso cosi. E non mi rassegno a questa visione disperata del paese. Ti ringrazio.
scusa gli errori di battitura ma scrivo dal cellulare
Gentile Antonio,
trovo abbastanza eroico questo suo frapporsi fra le orde feroci e il ministro silente ed assediato, fino al punto di offrirsi di rispondere alle domande a lui rivolte. Lo fa per disinteressato umanismo, per dedizione, affetto o cosa?
Venendo alla condotta di Gentiloni, che mi par di capire lei trova impeccabile, io nutro più di un dubbio.
Prima questione: i post offensivi. Concordo con lei che essi non servano a nulla, e che non meritino risposta. Basta ignorarli (o rimuoverli: curiosamente, passano tutti. I 5 post garbati e satirici firmati Gentiloni TM, rimossi uno a uno chirurgicamente. Mah!). Nel mezzo, post più o meno ragionevoli, più o meno ben scritti, tutti però indiscutibilemnte tesi a chiedere a Gentiloni chiarezza su due punti: Rete4, e il blog di Ricca.
IL BLOG DI RICCA
Gentiloni, facile facile, dice: io ‘un centro nulla! Lei condivide in pieno questa posizione.
A me vien da dire: grazie al cazzo (perdoni l’intemperanza), lo so anch’io che non l’hai fatto sequestrare tu ma un giudice sulla scorta di una querela avanzata da un privato cittadino (diciamo così).
Detto ciò, questa chiusura è o non è oscena? Pone o non pone un grave problema di libertà di espressione? Getta o non getta pesanti ombre sul futuro della libertà di espressione sul web? Il web, la rete italiana, la censura, sono o non sono materie che dovrebbero interessare un ministro per le telecomunicazioni? Io, privato cittadino che uso la rete non solo per sollazzarmi l’ombelico ma anche per fare attivismo civico, incrociando le mie lame dialettiche anche coi potenti, mi devo o no preoccupare per un fatto del genere? Perché trovarsi privati della propria scrittura e delle proprie idee non è una cosa buffa, secondaria o marginale: è una cosa oscena.
Ecco, se Gentiloni pensa che la questione non lo riguardi per nulla, allora io penso o che sia in malafede (ovvero: fa finta che non lo riguardi perché gli fa comodo che le cose vadano avanti così), oppure, cosa più probabile, che non capisca un’emerita fava delle questioni internautiche. Che sia, insomma, come tanti suoi colleghi passati e presenti, un ministro tutto sommato incompetente. D’altronde, quando il noto giornalista e credo suo (di PG) conoscente Vittorio Zambardino aveva mirrorato il caso della possibile censura del flashgame di Molleindustria, il buon Paolino s’era scomodato solerte a scrivergli una lettera pubblica per dir cosa ne pensava, e che si sarebbe occupato della cosa. Perché là sì e qui no? Perché di là c’erano Zambardino e Repubblica e avversari politici, mentre di qua una schiera di vocianti peones che probabilmente hanno votato la tua parte politica (dunque non troppo comodi da gestire)? Se così è, bel metodo.
RETE4
C’è una situazione macroscopica e illegale che va avanti da anni. La sua illegalità è stata sanzionata da tutti gli organi preposti: manca solo l’intervento di un qualche giudice soprannaturale a questo punto. Tutto ciò è odioso, perché dimostra che i ricchi e i potenti, quando molto ricchi e potenti, possono fare sostanzialmente quello che gli pare, mentre i cittadini comuni…beh, concluda lei la frase, che a me ribolle il sangue.
Fra 4 mesi, se l’illegalità perdurerà, il paese andrà incontro a sanzioni economiche molto pesanti da parte della Corte di Giustizia europea: sanzioni che pagheranno i comuni cittadini con le loro tasse.
Eppure tutto va avanti come prima: il ministro fa il suo bel compitino, l’ennesima propostina di legge (che, a detta di molti, non risanerà la situazione), poi si mette quieto da parte a giocare a prato fiorito in attesa di input da Rutelli o da chi per lui. Zero carattere, zero incisività. Una totale incapacità di capire che dietro a vicende del genere non ci sono solo gli equilibri politici e i tatticismi, ma c’è un profondo stato di prostrazione e di sofferenza civica di sempre più larghi strati di cittadinanza che si sta trasformando piano piano in odio.
Invece che sbattere le mani sul tavolo, alzare la voce, sollevare il problema (”Ohé, la risolviamo questa stortura macroscopica e odiosa sì o no? Se no, guardate che mi dimetto!”), Paolo Gentiloni se ne sta lì a fare non si sa bene cosa: inseguire i media deficienti e isterici sulle crociate antipedofili (Ma che bravo il ministro che aiuta bambini!), elargire vagonate di milioni di euro sul digitale terrestre, e, sospetto io, farsi delle gran pippe sul sito di Carla Bruni.
Sulla scorta di quel che ha fatto sin qui, Paolo Gentiloni i peones vocianti e sputazzanti se li merita tutti.
Infine una nota formale. Gentiloni non vuole usare il blog per parlare della sua presente attività politica? Faccia una bella cosa, lo chiuda. Persino Mastella, sul suo blog, parla della sua vita da ministro (in chiave diaristico-biografica). Il blog di un ministro che fa finta di non essere un ministro, e scrive solo post da parrucchiera su bagatelle politiche di nessun conto, è un oggetto comunicativo perfettamente inutile.
ho letto in fretta i vs, lunghi papiri e può darsi mi sia perso qualcosa. Io dico però che gentiloni sbaglia a fare cosi. Lo sappiamo tutti che lui non c’entra, ma cosa gli costa dire “si avete ragione, la censura di ricca è odiosa e sbagliata, e l’abuso di rete4 è un’indecenza?”
No so quanti messaggi ha preso Gentiloni, credo 4000, ma su un blog non puoi far finta di niente come se fosse una lettera in un cassetto del ministero. Non voglio attribuire colpe ma, solo dal punto di vista della comunicazione, e gentiloni è ministro della comunicazione (!), è un disastro, una Caporetto.
Con 4000 messaggi alle costole non puoi far finta di nulla e parlare della Bindi ! I blog sono cosi’, devono essere un dialogo, a maggior ragione se è il blog di un politico, altrimenti che lo fa a fare? Per postare le sue veline?
Gentiloni mi pare un buon diavolo, anche lui avrà le mani legate (a chi dice che non ha la schiena dritta direi “vai tu se sei capace :) ma fare un post di chiarimento sul blog non gli costava davvero nulla.
Invece ha preferito fare l’indiano, ignorando migliaia di lettori come se contassero zero. Queste cose oggi, sulla rete, non le puoi più fare. Non siamo in televisione dove puoi dire qualsiasi cosa e nessuno ti rimbecca.
xLuca:
post molto bello e appassionato. ne condivido una parte rilevante. fosseri stati tutti cosi…e chissà che la vicenda ricca non diventi pure l’ultima della sua categoria, una esemplare e clamorosa esagerazione, nel senso di aprire un dibattito per una definitiva iniziativa di legge volta a garantire la libertà di espressione e scongiurare misure inibitorie sproporzionate, come appare quella attuata nei confronti di ricca (che non si è limitata a oscurare uno specifico post asseritamente denunciato come lesivo ma ha esteso ‘l’inacapacitation’ ad ogni possibile espressione sul blog su ogni altro argomento…cosa impensabile per ogni altra piataforma trasmissiva o forma espressiva).
Antonio, sarebbe troppo chiederle di dirmi, grossomodo, quale parte del mio commento condivide, e quale invece no? Così, a grandi linee, giusto per orientarmi, non per altro. D’altronde, non rappresentando lei Gentiloni in alcun modo, non avrebbe alcun senso continuare a polemizzare con lei a proposito della condotta del ministro.
(A proposito, se lo sente, valuti se sia il caso di consigliargli di imparare a comunicare per davvero. Non so se condivide anche questa mia opinione, ma la tecnica del “ministrone-importantone-che-non-ha-tempo” è oramai perdente su tutta la linea).
Caro Luca
- difficile darsi de ‘lei’ a mezzo blog -mi riferisco alle domande di carattere generale che poni e al modo in cui le poni sulla vicenda ricca (se mi permetti interessante non solo sotto il profilo ‘politico’ ma anche sotto un profilo diciamo cosi di ’studio ‘) e sui vent’anni di mancato rispetto delle regole (perché assenti o perché non fatte rispettare) oramai riconosciuto da numerose istituzioni nazionali e comunitarie.
Che (cosa bisognava) fare?
Il governo in carica ha ritenuto il secondo un tema fondamentale al quale dare una risposta sistemica con una iniziativa di riordino strategico e non ‘vendicativa’ e di corto respiro, che però se attuata può cambiare però gli assetti strutturali attraverso una concorrenza credibile. Se non passerà, si perderà un altra occasione per avere concorrenza e pluralismo in un settore strategico sotot il profilo socio-economico per il paese. Alcuni giudicano la proposta gentiloni ‘timida’, altri gridano al dirigismo per il tetto sul 45% della raccolta pubblicitaria. Vedremo. Se il parlamento l’approva ne misureremo subito gli effetti. Al momento non siamo lontanissimi dall’approvazione definitiva alla Camera.
Sulla vicenda Ricca, bisognerebbe leggere la motivazione. Sono molto curioso al riguardo. Da quanto riferisce Ricca, l’unica voce che però ho sentito sulal vicenda, trovo sinceramente singolare il riferimento alla nozione di ‘frode informatica’, evidentemente nata per combattere ben altri presunti crimini. C’è oggi - con questa vicenda - il rischio davvero paradossale di trattare in futuro le opinioni sui blog (e i rimedi legali generalmente attuati per diffide relative a presunti reati di diffamazione a mezzo voce o a mezzo stampa), nel modo in assoluto più restrittivo (a parte la custodia cautelare). Da mesi c’è un vivo dibattito tecnico sul tema, mi auguro a questo punto che questa vicenda acceleri iniziative legislative che sappiano porre un giusto equilibrio tra libertà di espressione e tutela del diritto della propria immagine e dignità personale. Tutto qui.