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Gli

Il Ministro per le Telecomunicazioni Paolo Gentiloni (non fate quella faccia: c’è davvero un tizio che si chiama Paolo Gentiloni e che di lavoro fa il ministro delle Telecomunicazioni) ha un blog.

Nello spazio commenti del suo blog, Paolo Gentiloni sta ricevendo una salva di vaffanculo (attualmente, siamo sui 4.000 nel giro di tre post e pochi giorni) che rimarrà negli annuari della sfiga informatica.

L’origine del fenomeno è a dire il vero un po’ artificiale: Beppe Grillo, dal suo blog da centinaia di migliaia di visite al giorno, ha aizzato polemicamente il suo traffico sul target gentilonesco (oggetto del polemizzare: la questione delle frequenze tv Rete4/Europa7, e l’oscena chiusura del blog di Piero Ricca).
Ben più rilevante sarebbe stato un fenomeno spontaneo, autorganizzato, da tam-tam.

Ciononostante, lo psicodramma in corso presenta almeno un paio di aspetti interessanti.

E questo è per Rete4! E questo per Europa7! E questo perché ce l'ha detto Grillo!

Primo. Gentiloni è un uomo politico e un ministro.
Un ministro “politico” (non tecnico cioè) dovrebbe essere, a buon senso, una personalità politica di rilievo.
Una personalità politica di rilievo dovrebbe essere tale, in teoria, sulla scorta di un consenso rilevante da parte di una base partitica e elettorale. Ovverosia , sulla base di un nutrito gruppo di citadini che approvano quel che pensa Gentiloni, ne diffondono le idee, lo votano.
Questo è lo statuto elementare della politica. Apparentemente.

Nei fatti, la sostanza politica di Gentiloni è il nulla. E la totale, tristissima solitudine in cui è stato lasciato a fronteggiare l’onda anomala di commenti critici e offese sul suo blog mi pare in questo senso molto significativa.
Nessuno si mobilita per difenderlo perché Gentiloni, nella realtà fisica tangibile, ha un solo elettore: Rutelli. Per il resto, è un perfetto sconosciuto messo lì a fare il ministro: per gli elettori italiani, dire Gentiloni equivale a dire “Mario Rossi”, o “sedia a sdraio rotta”, o “pino marittimo”.
Questo è la politica italiana, oggi.

L’altro aspetto interessante riguarda la ricaduta di questa invasione invero parecchio scomposta sulla voce “blog di organismi e rappresentanti politici”.
Da un lato è assolutamente evidente che è impossibile per Gentiloni rispondere ai commenti uno ad uno; dall’altro è altrettanto evidente che non potrebbe assolutamente permettersi di ignorare la cosa, pena la morte del suo blog, e una webfigura di merda di dimensioni epocali.

Ma non ignorare, significherebbe:

1) trasformare il blog in un luogo dove si fa politica di prima mano (per rispondere davvero, dovrebbe dichiarare, infatti, cosa pensa della questione rete4/Europa7, e come intende agire etc)

2) dare alla forma blog, e alle sue peculiari caratteristiche di partecipazione e feedback, il potere di dettare in un certo senso l’agenda politica di un ministro.

3) in caso di risposta politichese, traccheggiante etc, aizzare ulteriormente gli invasori, finendo col trovarsi il blog espropriato da un’orda inferocita e vandalica di sanculotti con torce e forconi.

Tutte e tre le opzioni sono in certo senso inquietanti per Paolo: la terza per motivi evidenti, le prime due perché in un certo senso aprirebbero una falla vistosa nella prassi distante e opaca che permette agli inquilini dei piani alti di farsi i cazzi propri in splendida nonchalance - ovvero quella stessa prassi che ha portato le terga di Paolo, così come quelle di molti altri componenti dell’attuale esecutivo, su una damascata poltrona da ministro.
C’è da dire anche che l’approccio coprolalico, da sputo sul potente, di molti dei partecipanti all’invasione blogghesca è del tutto controproducente, e può fornire al ministro un alibi per permanere nella sua assenza.

La mia previsione è che Gentiloni opterà per una sana webfiguradimerda - oppure al limite, sposterà il piano della discussione su questioni formali traccheggianti e di nessuna sostanza, o traslerà la questione con una lettera di risposta a Grillo sul blog del comico.

Tanto che je frega, l’importante è che non scontenti la sua base elettorale, Francesco Rutelli.

[post ecosostenibile al 100%, ricavato riciclando un commento a un post di aghost]

19 risposte a “Gli”

  1. il 17 Lug 2007 alle 12:41aghost
  2. il 17 Lug 2007 alle 12:55Luca Carlucci
  3. il 17 Lug 2007 alle 13:44Gio
  4. il 17 Lug 2007 alle 13:52aghost
  5. il 17 Lug 2007 alle 13:59aghost
  6. il 17 Lug 2007 alle 14:08Luca Carlucci
  7. il 17 Lug 2007 alle 14:09Luca Carlucci
  8. il 17 Lug 2007 alle 15:23aghost
  9. il 17 Lug 2007 alle 19:22Luca Carlucci
  10. il 23 Lug 2007 alle 09:13Alfonso Balducci
  11. il 23 Lug 2007 alle 10:40Antonio Nicita
  12. il 23 Lug 2007 alle 16:25Alfonso Balducci
  13. il 23 Lug 2007 alle 16:55Antonio
  14. il 23 Lug 2007 alle 16:57Antonio
  15. il 23 Lug 2007 alle 19:50Luca Carlucci
  16. il 23 Lug 2007 alle 20:15aghost
  17. il 23 Lug 2007 alle 21:06Antonio
  18. il 23 Lug 2007 alle 22:14Luca Carlucci
  19. il 23 Lug 2007 alle 22:51Antonio

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