Cartoline
19 Luglio 2007 > di Luca Carlucci
La vicenda di Gustavo Selva, l’autombulanza, le dimissioni presentate e poi ritirate è nota. Cronachette da basso impero, ok: ma perché non sublimarle con un piccolo gesto apotropaico?
18 luglio 2007
Al senatore Gustavo Selva, Presidente onorario della Consulta Etico-religiosa di AN - selva_g@posta.senato.it
e, per conoscenza, a tutti i senatori della presente legislatura (seguono mail)
Senatore Selva,
in riferimento alla stupefacente mancanza di etica, di amor proprio, di spina dorsale e finanche di buongusto che ha esibito ritirando le sue dimissioni, mi piacerebbe farle notare che lei, con questo suo comportamento, ha dimostrato di stare alle istituzioni repubblicane come un vecchio sporcaccione sta ai giardinetti pubblici.
Suvvia, un minimo di decenza: richiuda l’impermeabile e si dimetta.
Grazie,
Luca Carlucci
ps: Gentili Senatori, d’accordo che l’anziano esibizionista è uno della vostra grande famiglia, ma vi assicuro che se dimostraste pubblicamente e rumorosamente il vostro dissenso nei confronti del succitato exploit, la vostra grande famiglia non avrebbe che da guadagnarne.
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Poco dopo, ricevo in mail una risposta del Senatore Giovanni Russo Spena (Rifondazione Comunista):
Gent. sig. Carlucci,
Le invio in allegato il testo dell’intervento tenuto in aula ieri dalla senatrice Gagliardi (Rifondazione Comunista-Sinistra Europea) sulle ritirate dimissioni del sen. Selva.
Cordiali saluti.
Giovanni Russo Spena
GAGLIARDI (RC-SE). Signor Presidente, avevo chiesto la parola, perché pensavo che oggi si discutesse delle dismissioni del senatore Gustavo Selva e ritenevo molto opportuno che in quest’Aula si discutesse del significato politico di tale episodio.
Adesso, dopo un intervento di circa 40 minuti, nel quale il suddetto senatore Selva ha fatto la propria autobiografia, nonché una requisitoria contro la sinistra nella storia italiana, nonché un attacco continuato ad una Ministra del Governo in carica, apprendo, con un coup de théâtre finale (del resto molto annunciato e previsto), che il suddetto senatore ritira le proprie dimissioni.
Naturalmente, non discuto il suo diritto, né l’opportunità che il gesto offre ai colleghi del centro-destra di mantenere la certezza di un’unità del proprio schieramento, tuttavia vorrei utilizzare l’occasione per esprimere un senso di profondo disagio. Non so se definire patetico o indegno lo spettacolo cui abbiamo assistito, poco fa, in quest’Aula. Non sono facile allo scandalo moralistico, ma ritengo che il senatore Selva, protagonista di un episodio inqualificabile di uso per scopi privati e frivoli e personali di un’autoambulanza, di dichiarazioni farneticanti sui giornali e di rivendicazione esplicita del proprio gesto davanti ad una televisione pubblica, ora aggiunge uno scherno che in qualche modo offende la dignità che quest’Assemblea dovrebbe avere a cuore più di ogni altra cosa: egli offende la dignità e la serietà della politica e delle proprie responsabilità.
Signor Presidente, viviamo in un’epoca in cui tutta la politica vive una fase difficile. C’è una dura campagna critica contro l’intera classe politica, contro i privilegi, i costi e, appunto, la bruttezza di ciò che noi rappresentiamo. Credo che sia un problema molto serio per tutti noi. Ritengo che non riguardi, quindi, semplicemente i singoli: riguarda tutti i comportamenti dei singoli colleghi, di qualunque schieramento facciano parte; riguarda tutti noi perché c’è un punto fondamentale di dignità, di serietà e di responsabilità che riguarda la qualità della politica e la responsabilità che noi siamo tenuti a considerare, al di là dello schieramento di appartenenza. Provo profonda vergogna per quello che è accaduto oggi in quest’Aula.
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Al quale rispondo così:
Gentile Senatore,
la ringrazio davvero per la risposta, e per l’allegato intervento della sentrice Gagliardi, che sottoscrivo parola per parola.
Ciò detto, le assicuro che tutto ciò, da un punto di vista comunicativo, non basta. La vergogna provata dalla senatrice Gagliardi, da lei e, oso sperare, da molti altri senatori, deve arrivare chiara e ben udibile anche ai milioni di italiani che hanno provato il medesimo sentimento. E deve arrivarci attraverso i canali deputati, quelli mediatici (giornali, tv e web). Sarebbe interessante, dunque, un’iniziativa in questo senso: per esempio un veloce appello-denuncia aperto alla firma di tutti i parlamentari, da presentare in una conferenza stampa e da inoltrare ai media (tra cui le suggerisco di includere anche quei blog influenti che hanno dato risalto alla cosa).
E’ importante che le parti sane della politica comincino a smarcarsi con decisione e con abilità comunicativa dal marcio dilagante, prima che l’onda di odio antipolitico vi travolga tutti indistintamente.
Io so benissimo che non siete tutti uguali. Ma mi creda: visti da qui, dall’altro mondo del citadino comune, la lontananza è talmente grande che le differenze non si percepiscono.
Cordiali saluti, e buon lavoro.
[post ecocompatibile al 100%, ottenuto da bit riciclati]

Ho avuto modo di ascoltare in diretta l’itervento della senatrice Gagliardi e anche io mi sono sentito rappresentato.
Hai fatto un paragone azzeccatissimo ed estremamente evocativo.
Purtroppo, che il parlamento italiano sia da un bel po’ di anni in qua una sorta di manuale Krafft-Ebing della democrazia, è un fatto.
Grazie a te per l’apprezzamento, i tuoi post e la lista di email senatoriali che ho prontamente preso in prestito.
effettivamente, ora che me lo fai notare … ;)
Quando internet ed i suoi servizi si dimostrano lo strumento più democratico e potente attualmente esistente.
In questa ottica, il senatore Giovanni Russo Spena, inoltrando l’intervento della senatrice Gagliardi (al quale mi associo parola per parola) ha reso un grande servizio alla comunità intera dei cittadini italiani (di qualunque “orientamento” politico) che non sapevano niente delle ritirate dimissioni e meno che mai dell’intervento della senatrice Gagliardi.
IO NON MI SENTO ANTI-POLITICO!; io e tanti altri sul web siamo persone che fanno parte del “popolo italiano” sostantivo “informe” come “la gente”, “i cittadini”… noi ascoltiamo, analizziamo, soppesiamo, e scriviamo i nostri pensieri sul web… altri ci rispondono aggiungendo del loro, altri ci contestano, altri ci incoraggiano e contribuisce alla formazione della OPINIONE PUBBLICA.
E se la forma “In nome del POPOLO ITALIANO…” non è solo retorica; e se la struttura democratica data da una Costituzione della Repubblica Italiana non è solo una facciata per un gruppo di persone che si sono alienate dal POPOLO da cui “provengono” e da cui traggono i loro privilegi istituzionali e vivono in un EDEN ARTIFICIALE auto-costruito negli ultimi quarant’anni completamente blindato rispetto alle esigenze di trasparenza, coerenza, onesta intellettuale e vera volontà di fare del bene al Paese… allora l’ANTI-POLITICA E’ QUELLA FRANGIA DI DEPUTATI E SENATORI CHE SI RITENGONO AL DI SOPRA DEI CITTADINI IN MANIERA FEUDALE; SONO LORO LA VERA ANTI-POLITICA, L’ANTI-POLIS!
Quindi, mi associo con Luca Carlucci a suggerire vivamente che la parte “sana” della classe politica italiana (di qualunque parrocchia) si mostri a viso aperto… firmando una petizione tutta interna alla Camera dei deputati e del Senato di profondo biasimo sul ritiro delle dimissioni.. e di pubblicare su web questo schieramento (speriamo fortemente bipartisan) in maniera che rimanga ai posteri commenti… l’oblio sull’accaduto… la mancanza di un distacco “ufficiale” più forte e duraturo alle posizioni e al modo di agire del “dis-onorevole” Selva.. pur essendo assolutamente (come si deduce dalle parole della senatrice Gagliardi) disgustati dal fatto… non riuscirete come “comunità molto ristretta” a fare una distanza tale da allontanarvi dalla attuale “populista” associazione di una classe politica ASSOLUTAMENTE INDEGNA! Non riuscirete ad emergere politicamente presi singolarmente come alternativa e risposta alle esigenze dei cittadini di AVERE FIDUCIA NELLA COERENZA DEI PROPRI RAPPRESENTANTI POLITICI.. (anticamente idealizzata integralmente dalla appartenenza alle alte idealità espresse dal partito politico d’origine; lo dico con spirito non partitico: povera base elettorale di AN; che tristezza passare pure per quelli che lo vogliono mantenere a tutti i costi).
Oggi, chi vuole continuare a fare politica deve porsi anche queste domande angoscianti: è una piccola bufera o un ciclone quello che sta montando? Le monetine torneranno a rimbalzare sulle macchine blu? La gente si volterà dall’altra parte sentendo la parola politico? Perderò tutti i miei soldi, i miei privilegi… dovrò fuggire in esilio? UNA VOLTA C’ERA LA DC, PSI… ecc. ecc.; UNA VOLTA UN REFERENDUM ELETTORALE DISSE AI POLITICI “ANDATEVENE TUTTI A CASA, VOLGIAMO CHIAREZZA, LINEARITA’ E RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE NEGLI ATTI POLITICI; VOGLIAMO NOMI E COGNOMI DI FA COSA E PERCHE’”.
Sono abbastanza convinto che le radici del germoglio sono le stesse, ma siamo tutti più vecchi… e questa volta esiste il web a documentare le richieste inevase. Oggi esiste la possibilità che una vasta area della popolazione mandi una e-mail a tutti i senatori ed il giorno dopo uno di essi, molto cortesemente risponda… e questa risposta sia sul web per essere letta da tutti i cittadini. OGGI SIAMO NEL 2007.
Se quel giorno in cui il senatore Gustavo Selva a impropriamente utilizzato un mezzo pubblico di soccorso fosse morta, rimasta inabile o semplicemente avesse aspettato un’altro parlamentare o dipendente di Palazzo Chigi; meno che mai il senatore Selva ha titolo di arrogarsi di appartenere ad una commissione etica.
Riprendendo l’affermazione del senatore:
“Un voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il governo Prodi” risponderei “.. e cento anni di vergogna sulle istituzioni, sulla sua onorabilità e sulla sua parte politica che non la defenestrata con maggiore forza.
Una occasione perduta da tutto il Senato di dare un segnale di discontinuità che i cittadini interpreteranno fatti alla mano.