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Cartoline

La vicenda di Gustavo Selva, l’autombulanza, le dimissioni presentate e poi ritirate è nota. Cronachette da basso impero, ok: ma perché non sublimarle con un piccolo gesto apotropaico?

18 luglio 2007

Al senatore Gustavo Selva, Presidente onorario della Consulta Etico-religiosa di AN - selva_g@posta.senato.it

e, per conoscenza, a tutti i senatori della presente legislatura (seguono mail)

Senatore Selva,
in riferimento alla stupefacente mancanza di etica, di amor proprio, di spina dorsale e finanche di buongusto che ha esibito ritirando le sue dimissioni, mi piacerebbe farle notare che lei, con questo suo comportamento, ha dimostrato di stare alle istituzioni repubblicane come un vecchio sporcaccione sta ai giardinetti pubblici.

Suvvia, un minimo di decenza: richiuda l’impermeabile e si dimetta.

Grazie,
Luca Carlucci

ps: Gentili Senatori, d’accordo che l’anziano esibizionista è uno della vostra grande famiglia, ma vi assicuro che se dimostraste pubblicamente e rumorosamente il vostro dissenso nei confronti del succitato exploit, la vostra grande famiglia non avrebbe che da guadagnarne.

Poco dopo, ricevo in mail una risposta del Senatore Giovanni Russo Spena (Rifondazione Comunista):

Gent. sig. Carlucci,
Le invio in allegato il testo dell’intervento tenuto in aula ieri dalla senatrice Gagliardi (Rifondazione Comunista-Sinistra Europea) sulle ritirate dimissioni del sen. Selva.
Cordiali saluti.

Giovanni Russo Spena

GAGLIARDI (RC-SE). Signor Presidente, avevo chiesto la parola, perché pensavo che oggi si discutesse delle dismissioni del senatore Gustavo Selva e ritenevo molto opportuno che in quest’Aula si discutesse del significato politico di tale episodio.

Adesso, dopo un intervento di circa 40 minuti, nel quale il suddetto senatore Selva ha fatto la propria autobiografia, nonché una requisitoria contro la sinistra nella storia italiana, nonché un attacco continuato ad una Ministra del Governo in carica, apprendo, con un coup de théâtre finale (del resto molto annunciato e previsto), che il suddetto senatore ritira le proprie dimissioni.

Naturalmente, non discuto il suo diritto, né l’opportunità che il gesto offre ai colleghi del centro-destra di mantenere la certezza di un’unità del proprio schieramento, tuttavia vorrei utilizzare l’occasione per esprimere un senso di profondo disagio. Non so se definire patetico o indegno lo spettacolo cui abbiamo assistito, poco fa, in quest’Aula. Non sono facile allo scandalo moralistico, ma ritengo che il senatore Selva, protagonista di un episodio inqualificabile di uso per scopi privati e frivoli e personali di un’autoambulanza, di dichiarazioni farneticanti sui giornali e di rivendicazione esplicita del proprio gesto davanti ad una televisione pubblica, ora aggiunge uno scherno che in qualche modo offende la dignità che quest’Assemblea dovrebbe avere a cuore più di ogni altra cosa: egli offende la dignità e la serietà della politica e delle proprie responsabilità.

Signor Presidente, viviamo in un’epoca in cui tutta la politica vive una fase difficile. C’è una dura campagna critica contro l’intera classe politica, contro i privilegi, i costi e, appunto, la bruttezza di ciò che noi rappresentiamo. Credo che sia un problema molto serio per tutti noi. Ritengo che non riguardi, quindi, semplicemente i singoli: riguarda tutti i comportamenti dei singoli colleghi, di qualunque schieramento facciano parte; riguarda tutti noi perché c’è un punto fondamentale di dignità, di serietà e di responsabilità che riguarda la qualità della politica e la responsabilità che noi siamo tenuti a considerare, al di là dello schieramento di appartenenza. Provo profonda vergogna per quello che è accaduto oggi in quest’Aula.

Al quale rispondo così:

Gentile Senatore,

la ringrazio davvero per la risposta, e per l’allegato intervento della sentrice Gagliardi, che sottoscrivo parola per parola.

Ciò detto, le assicuro che tutto ciò, da un punto di vista comunicativo, non basta. La vergogna provata dalla senatrice Gagliardi, da lei e, oso sperare, da molti altri senatori, deve arrivare chiara e ben udibile anche ai milioni di italiani che hanno provato il medesimo sentimento. E deve arrivarci attraverso i canali deputati, quelli mediatici (giornali, tv e web). Sarebbe interessante, dunque, un’iniziativa in questo senso: per esempio un veloce appello-denuncia aperto alla firma di tutti i parlamentari, da presentare in una conferenza stampa e da inoltrare ai media (tra cui le suggerisco di includere anche quei blog influenti che hanno dato risalto alla cosa).

E’ importante che le parti sane della politica comincino a smarcarsi con decisione e con abilità comunicativa dal marcio dilagante, prima che l’onda di odio antipolitico vi travolga tutti indistintamente.
Io so benissimo che non siete tutti uguali. Ma mi creda: visti da qui, dall’altro mondo del citadino comune, la lontananza è talmente grande che le differenze non si percepiscono.

Cordiali saluti, e buon lavoro.

[post ecocompatibile al 100%, ottenuto da bit riciclati]

4 risposte a “Cartoline”

  1. il 19 Lug 2007 alle 12:33anonimo italiano
  2. il 23 Lug 2007 alle 07:58Luca Carlucci
  3. il 23 Lug 2007 alle 14:15anonimo italiano
  4. il 28 Lug 2007 alle 16:14astroplan

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