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Un

Ove si narra di alcune precise domande rivolte via e-mail a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, a proposito della situazione contabile di italia.it, e ove si espongono le risposte da lui ricevute.
Ove si apprende, tra le altre cose, che tra le cifre stanziate ci sono altri due milioni di euro che non conoscevamo, per un totale finale di circa 58 milioni, e che di questi, ancora da impegnare, ne rimangono circa 22.

1. Antefatto

Ultimamente, ogni volta che un attore istituzionale si affaccia sulla ribalta mediatica a dar vaghe notizie di italia.it, sublimo l’irritazione armandomi di pazienza e inviandogli una mail abbastanza circostanziata contenente un set di domande relativo allo stato economico del portale.

Sapete com’è, in questi cinque mesi se ne son sentite di cotte e di crude, minimazzanti e/o incongruenti, milioni di qua e milioni di là, senza che nessuno si sentisse in dovere di fare, a fronte delle polemiche infurianti, un cavolo di punto della situazione: quanti soldi stanziati in totale, quanti impegnati (cioè a dire, già irrevocabilmente destinati a una precisa voce di spesa), quanti quelli ancora a disposizione. Uno si irrita, è normale.

Nelle settimane scorse avevo già scritto ai ministri Rutelli e Nicolais, al capo del Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica (DIT) dott. Ciro Esposito (quello che ha ufficializzato il no alla richiesta di trasparenza sul portale promossa da scandaloitaliano), alla nostra vecchia conoscenza ing. Roberto Falavolti, amministratore delegato di Innovazione Italia, e a Umberto Paolucci, Presidente di ENIT (e di Microsoft Italia).

L’unico che finora mi ha risposto, sollecitamente ma per non dire nulla, è stato Paolucci, e trovate un resoconto della cosa in questo post su The Million Portal Bay.

Qualche giorno fa, su Punto Informatico è apparsa questa intervista di Luca Spinelli a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione del governo, in cui si parla, in modo vago, di italia.it.

Così ho scritto ad Alfonso la seguente mail ironicamente “punzecchiante”:

Gentile Dott. Alfonso,
(…) Sono uno dei co-fondatori e contributori di scandaloitaliano, blog che forse conoscerà (…)
Oggi ho letto la sua intervista su Punto Informatico.
Ho trovato molto interessante il seguente passaggio:

PI: Ok, ma nella pratica tutti quei soldi che fine faranno adesso?

LA: Il Dipartimento dell’Innovazione e quello del Turismo hanno ipotizzato un percorso che oggi sta vedendo i primi passi, migliorabili come per ogni cosa di questa importanza: ma nessun impegno di spesa è stato ancora preso in modo definitivo.

Dalla qual cosa si evince che lei, non so bene a che titolo, sia informato sullo stato “patrimoniale” e gestionale del portale - a meno che la sua dichiarazione non sia solo politica, genericamente tesa a tranquillizzare l’audience.
Le porrò alcune domande. Sono domande per una persona comptetente ed informata. Se il suo ruolo, in questa vicenda, è quello del semplice P.R. con precisi input da rappresentare all’esterno, lasci pur perdere.
Domande e risposte - sempre che abbia la gentilezza e la pazienza di rispondere - verranno pubblicate sul web così come sono, senza modifiche né travisamenti (…)

Fornivo poi ad Alfonso il seguente specchietto, che riepilogava le conoscenze in nostro possesso (ricostruite su scandaloitaliano nei mesi e a prezzo di intensi scavi e protratte ricerche documentali) sullo “stato patrimoniale” del portale :

STANZIAMENTI DESTINATI AL PROGETTO
- 45 milioni (dal “Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico”. allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
- 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
- 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente - vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)
totale: 56,1 milioni di euro

SOMME IMPEGNATE AD OGGI (sulla base delle poche e contraddittorie informazioni a disposizione)
- 9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
- 1 milione “circa” per spese appalto, studio di fattibilità e altro (fonte: Falavolti di Innovazione Italia)
- 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
- 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
totale: 33.7 milioni di euro

Sulla base dello specchietto, gli ponevo infine le seguenti domande:

- Il quadro degli stanziamenti è corretto e completo, oppure vi sono altri fondi destinati al progetto di cui non siamo a conoscenza?

- Il quadro delle cifre impegnate è corretto e completo?
In particolare:
- A quanto ammonta esattamente (IVA compresa) il “milione circa” menzionato da Falavolti, e per cosa e in quali quantità è stato speso?
- I 4 milioni per i contenuti della “redazione nazionale” ci sono ancora o sono già stati impegnati, e se sì in cosa esattamente?
- I 9 milioni accantonati dai fondi del Ministero dell’Ambiente, ci sono ancora o sono già stati impegnati, e se sì in cosa esattamente?

- Se dal totale stanziato (56,1) togliamo le cifre impegnate (33,7), otteniamo 22,4 milioni: è esattamente questa la cifra ancora disponibile e non ancora impegnata?

Abbastanza inaspettatamente (visti i precedenti), il giorno dopo ho ricevuto una risposta da parte di Alfonso, improntata alla massima disponibilità:

…(scandaloitaliano) mi è noto così come la vicenda mediatica di Italia.it. E’ anche per queste ragioni che, pur premettendo a Punto Informatico la mia non competenza specifica, ho ritenuto comunque doveroso dare una risposta, sia pure di carattere generale. Il “non so bene a che titolo” è presto detto. Essendo il responsabile della comunicazione del Governo sono tenuto comunque a dare risposte, anche quando non si è direttamente chiamati in causa, altrimenti il suo giusto richiamo alla correttezza e alla trasparenza verrebbe meno.

Venendo alla sua mail, le domande non sono poche e vaghe. Tutt’altro. Ed è giusto dunque rispondere. Le chiedo solo il tempo strettamente necessario a contattare i dipartimenti che hanno responsabilità diretta su Italia.it e avere elementi di chiarezza che possano almeno in parte essere considerati degni di una persona “competente e informata”. Anche perché nei panni del P.R. mi ci vedo proprio poco…
Cordialmente, Lelio Alfonso

Il mio interlocutore ha poi rispettato con puntualità gli impegni presi, e poco dopo, mi ha inoltrato una nuova mail con le risposte tanto agognate.

2. Alcune risposte sui conti di italia.it

Alle risposte vere e proprie, Alfonso antepone questa corposa premessa “d’atmosfera”, che vi riporto così com’è:

Eccomi come promesso a cercare di chiarire i suoi (e non solo suoi) dubbi. La doverosa premessa è che solo pochi giorni fa, a Trieste, il Ministro Rutelli ha annunciato che il portale Italia.it “nella sua versione definitiva e validata” sarà disponibile per la Bit del 2008, chiarendo dunque che si è ancora in una fase operativa piuttosto lunga. Del resto sono le stesse parole che Rutelli aveva espresso alla Bit 2007, quando annunciò che per il portale ancora non era stato speso un centesimo.

Sempre per fare un minimo di storia (ho consultato le varie dichiarazioni rese ai media, ma anche chiesto agli uffici interni) in aprile il ministro Nicolais aveva annunciato la composizione di una Commissione d’indagine sulle criticità del portale “per fare luce in tempi brevi sulle possibili omissioni che hanno finora accompagnato lo sviluppo del portale”. Ebbene, appena la Commissione sarà giunta al termine della sua indagine e presenterà al ministro le risultanze dell’”inchiesta”, sicuramente - anche per l’impegno che ho preso con lei - farò in modo che ci sia una comunicazione trasparente di quanto emerso.

Sempre il 5 aprile, lo stesso ministro Nicolais dichiarava alle agenzie di stampa che “per la realizzazione del portale sono stati stanziati 9,5 milioni di euro, così come previsto dalla gara europea aggiudicata nel luglio 2005, ridotti a 7,8 milioni di euro a seguito dei ribassi praticati in fase di gara. Tali fondi – diceva ancora il ministro - verranno erogati dedotte le penali nel frattempo applicate, a stati di avanzamento”.

Al di là delle cifre, quello che è da confutare è il sistema delle destinazioni visto che ad esempio i 21 milioni di euro destinati alle Regioni per la produzione e l’aggiornamento dei contenuti e per l’attivazione dei collegamenti con i portali regionali sono sì una cifra che definirei consistente, ma messa a disposizione comunque in forma “federale”, anche grazie al lavoro del Comitato nazionale formato pariteticamente dalle amministrazioni statali e regionali che ha cominciato il suo lavoro il 2 marzo scorso.

Come risulta chiaro, la premessa ripercorre alcune tappe mediatiche della vicenda, tese a dimostrare la volontà del Governo nel fare trasparenza su italia.it.

Si potrebbero ovviamente obiettare svariate cose – dalle dichiarazioni di Rutelli alla BIT 2007 (che non mi risultano su quel tenore, quanto improntate piuttosto alle magnifiche sorti e progressive – vedi ad esempio questo articolo del Corriere della Sera), alla scelta di fare chiarezza attraverso l’istituzione di un ennesima “commissione” (prassi ben stigmatizzata da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella in un loro recente articolo) – commissione di cui per altro nulla si sa.

Ma lasciamo stare queste scaramucce, e veniamo alle risposte che, fatta salva la completezza e la veridicità dei dati forniti da funzionari e dipartimenti al dott. Alfonso, stabiliscono finalmente alcuni punti fermi, nonché aggiungono alcuni elementi di conoscenza che ci mancavano.

DOMANDA
STANZIAMENTI DESTINATI AL PROGETTO
- 45 milioni (dal “Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico”. allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
- 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
- 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente - vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)
totale: 56,1 milioni di euro

Il quadro degli stanziamenti è corretto e completo, oppure vi sono altri fondi destinati al progetto di cui non siamo a conoscenza?

RISPOSTA
Il quadro degli stanziamenti è complessivamente corretto, ma vanno aggiunti ulteriori 2 milioni, stanziati, con DM 22.07.2005, per la promozione del Portale.

DOMANDA
CIFRE IMPEGNATE AD OGGI (sulla base delle poche e contraddittorie informazioni a disposizione)
- 9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
- 1 milione “circa” per spese appalto, studio di fattibilità e altro (fonte: Falavolti di Innovazione Italia)
- 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
- 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
totale: 33.7 milioni di euro

Il quadro delle cifre impegnate è corretto e completo?

RIPOSTA
Il quadro delle somme impegnate è complessivamente corretto.

DOMANDA
In particolare: a quanto ammonta esattamente (IVA compresa) il “milione circa” menzionato da Falavolti, e per cosa e in quali quantità è stato speso?

RISPOSTA
Il “milione circa” si riferisce allo studio di fattibilità, spese di appalto ed altre incombenze iniziali ed ammonta per l’esattezza a 1,237 milioni.

DOMANDA
I 9 milioni accantonati dai fondi del Ministero dell’Ambiente, ci sono ancora o sono già stati impegnati, e se sì in cosa esattamente?

RISPOSTA
Anche questi sono disponibili. Nell’ultima riunione del Comitato del portale (composto dai rappresentanti delle regioni, dei Ministeri e delle categorie professionali interessate, ANCI e UPI) un rappresentante del Ministero dell’Ambiente ha esposto le possibili aree di intervento. Il Comitato approfondirà l’argomento sin dalla prossima riunione.

DOMANDA
Se dal totale stanziato (56,1) togliamo le cifre impegnate (33,7), otteniamo 22,4 milioni: è esattamente questa la cifra ancora disponibile e non ancora impegnata?

RISPOSTA
Sì. La quota parte nella disponibilità del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie (circa 11 milioni) è destinata alla continuazione del Portale.

Infine Alfonso , da buon comunicatore, chiude la sua risposta così:

Spero davvero di essere riuscito a dare un contributo di chiarezza. Tra l’altro la devo ringraziare perché la sua sollecitazione è stata utile anche a me per saperne di più ed essere così in grado di “comunicare” senza fare troppe “pierre”. Un’ultima annotazione riguarda la filosofia che il Governo cerca di portare avanti da alcuni mesi, cioè quella di coordinare le realtà esistenti e di sfruttare le sinergie, non solo per un’ovvia contrazione dei costi, ma anche per valorizzare le professionalità interne alla P.A. che non sono poche. Io stesso, per dar vita alla release di governo.it ho preferito attendere qualche mese in più ma ho fatto in modo che fossero le realtà interne, tecniche e redazionali, a realizzarlo. E’ un piccolo segnale. Ma ci tenevo a darglielo.

Cordialmente

Lelio Alfonso

3. Riassunto

Riicordiamo innanzitutto che Alfonso non è un dirigente governativo direttamente coinvolto nella gestione di italia.it o altro, ma è un comunicatore. In quanto tale, si è rivolto a non meglio specificati funzionari e dipartimenti titolari del progetto, ha raccolto le informazioni e ha elaborato le risposte.

Ovviamente un giorno, per amor di trasparenza, ci piacerebbe che i suddetti funzionari e dipartimenti producessero documenti ufficiali e accessibili ai cittadini, senza dover scomodare comunicatori intermediari. E forse, dandosi un po’ da fare per stimolare a modino la nostra classe dirigente, piano piano ci arriveremo.

Ciò detto, tiriamo un po’ le fila sui conti della spesa, che erano l’oggetto precipuo delle mie domande.

La prima notizia è l’aver appreso dell’esistenza di altri due milioni stanziati per italia.it di cui non eravamo a conoscenza. Rifacendo rapidamente i calcoli: i 56 milioni contabilizzati da noi e confermati da Alfonso, più i due segnalati dal medesimo, uguale 58 milioni di euro stanziati per il portale nazionale del turismo. Che dire, se non “sorbole!”.

Alfonso specifica che i due milioni furono stanziati da un certo D.M. 22/07/2005. Una alquanto faticosa ricerca online ha confermato il dato nella sostanza, pur rilevando un difetto nella forma: non si tratta infatti di un decreto ministeriale ma della Presidenza del Consiglio dei Ministri - DIT (di qui la fatica a reperirlo) pubblicato in GU il 28/09/2005 (testo decreto - vedasi allegato A)

Altra notizia, è l’aver finalmente ricevuto risposta a un paio di domande che andavamo facendo da mesi: i 9 milioni accantonati dai fondi del Ministero dell’Ambiente che fine hanno fatto? E i 4 milioni destinati alla “redazione di contenuti nazionali” ci sono ancora? Alfonso ci comunica che questi soldi ci sono, e non sono ancora stati impegnati.

Altro fatto degno di nota, è l’aver finalmente quantificato con esattezza la cifra spesa per studio di fattibilità e incombenze preliminari vari – cifra che Falavolti di Innovazione Italia, nell’ormai famigerata intervista alla Stampa.it, quantificò con un certa disinvoltura “un milione circa”. Si tratta di 1.237.000 euro, per l’esattezza.
Alfonso non entra nel merito delle singole voci di spesa, come avevo chiesto e speravo, ma si può immaginare che la fetta maggioritaria sia stata spesa per questo studio di fattibilità (in questo post di Francesco Aprile maggiori notizie sulla genesi dello studio): a voi di giudicare se si tratta di una spesa proporzionata al risultato (io un’opinione ce l’ho).

Alfonso conferma anche l’ammontare dei fondi disponibili per il progetto e non ancora impegnati che avevamo contabilizzato ad occhio: circa 22 milioni di euro (sui 58 del totale). Di questi, 11 sono nelle disponibilità del DIT, 9 del Ministero dell’Ambiente. I due che mancano per arrivare a 22: boh.

(Un altro tassello mancante è dato dai due milioni aggiuntivi segnalati da Alfonso: non conoscendoli, ovviamente essi non erano previsti nei nostri calcoli. Dal fatto che il totale dei fondi ancora disponibili è quello da noi preventivato, se ne desume che i due milioni segnalati da Alfonso siano da registrare tra quelli già destinati a una voce di spesa).

4. Conclusioni?

Non ce ne sono. Questo è un post da conti della lavandaia. “Madamina, il catalogo è questo”, per dirla con Da Ponte:

STANZIAMENTI DESTINATI AL PROGETTO
- 45 milioni (dal “Fondo di finanziamento per progetti strategici nel settore informatico”. allocazione: 20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
- 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
- 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente - vedi Legge 14 maggio 2005, n.80, art.12, commi 8-11)
- 2 milioni per promozione del portale (da D.P. 22.07.2005)
totale: 58,1 milioni di euro

SOMME IMPEGNATE AD OGGI
- 9.6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
- 1,237 milioni per spese appalto, studio di fattibilità e altre incombenze preliminari
- 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
- 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
- 2 milioni per promozione del portale (si presume che siano già impegnati - NDR)
totale: 35.9 milioni di euro

FONDI DISPONIBILI NON ANCORA IMPEGNATI
22,2 milioni di euro
(di cui 11 nella disponibilità del DIT, 9 del ministero dell’Ambiente, e i due rimanenti boh).

Chiaramente, non abbiamo alcun motivo di dubitare dell’affidabilità del dott. Alfonso. Lo stesso non si può dire, forse, per quei dipartimenti e funzionari che hanno gestito e partorito italia.it: e dunque non ci risparmieremo ulteriori verifiche su queste cifre.

Personalmente, ritengo siano da apprezzare la cortesia e la disponibilità del mio interlocutore. La speranza, un po’ labile a dire il vero, è che tutto ciò non sia dovuto solo a un’iniziativa estemporanea di un collaboratore del governo, ma a un inizio, un germe di volontà politica tesa a stabilire un rapporto trasparente e responsabile con i cittadini. Chi vivrà, vedrà. Nel frattempo non cesserei con le opportune stimolazioni in tal senso.

Alcune delle obiezioni e dei dubbi e delle richieste di ulteriori notizie disseminate in questo post, le ho immediatamente sottoposte al mio interlocutore in una mail ulteriore. Ad essa, Alfonso ha risposto, in modo franco e cortese, che quanto da lui scritto è il massimo che poteva fare, per ora e visti gli impegni in corso. Risposta comprensibile e di prassi, che ho accettato col dovuto realismo.

Chiudo il post riportando il post scriptum che avevo accluso alla mail di cui sopra: apparentemente ingenuo e un po’ moralistico, e forse necessario a smarcarmi dall’ingrato ruolo di ragionieruccio dilettante e rompicoglioni delle incompetenze altrui. Ma ancor prima, e più semplicemente, fedele al vero.

5. Post Scriptum

“…Al di là del tono civile e ironico della nostra conversazione, io non scordo che con un budget stratosferico a disposizione e tre anni di lavoro, e tutto ciò per un sito web, sia stato messo on line un oggetto comunicativo di qualità davvero infima, in certi suoi aspetti (per di più basici, vedi la cura dei testi) sinceramente offensivo.

Io credo che lei capisca quanto ciò possa essere irritante e prostrante per un cittadino coscienzioso.
Quello che davvero offende, e intristisce, e fa rabbia, è la totale incapacità della politica di essere innazitutto competente e professionale, e in secondo luogo, come dire, “a voler bene” a questo paese e ai suoi cittadini.

Ai cittadini si chiedono, con una faccia di palta infinita, sacrifici, flessibilità, s’impongono stipendi e stili di vita da fame, e i fiumi di denaro (che ci sono, e sono tanti) prodotti dal loro lavoro non solo non ritornano ad arricchirli, a valorizzarli nelle loro energie migliori, ma vengono vergognosamente usati per do ut des spudorati e improduttivi, per piccoli (nello spessore etico e produttivo, ma grandi nelle cifre) business da comitato d’affari del quartierino, o, nel migliore dei casi, per dimostrazioni di incompetenza e sprechi davvero accecanti. E intanto le scuole e gli ospedali non godono nemmeno del decoro di arredi decenti, l’istruzione è trattata alla stregua di una voce di spesa “che ci tocca” e da tagliare il più possibile eccetetea eccetera eccetera.

Le scrivo tutto ciò non perché l’ho confusa col mio psicanalista, ma per riportare la questione nei suoi termini corretti: scandaloitaliano è nato non per fare dei noiosissimi conti della spesa, ma per i motivi suddetti, per provare a cominciare ad interrompere questo circolo vizioso (politica e gruppi di potere perversamente attivi, cittadinanza bovinamente passiva) che sta degradando oltre ogni dire la qualità del vivere in questo paese.

Ora, ho ben chiaro che lei - mi passi la definizione un po’ pulp - è un “comunicatore al soldo del governo”, ma mi pare competente ed efficiente nella sua professione: il che, dato il panorama desolante che la circonda costà, mi pare cosa notevole e preziosa.
Ciò detto, quando avrà modo di comunicare verso l’alto a proposito di questa vicenda, tenga conto, se può, delle cose che le ho scritto.
Buon lavoro.”

3 risposte a “Un”

  1. il 15 Ago 2007 alle 15:27maddalena
  2. il 24 Ago 2007 alle 17:26frap1964

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