Come
1 Novembre 2007 > di Luca Carlucci
Il sentimento struggente per il tempo fuggito, per chi ce l’ha e per chi ci indugia, è una brutta bestia. Ammanta di intensità, lirismo e in fin dei conti grandezza tutti gli apparati del ricordo, in modo virulento e un po’ indiscriminato.
Una sorta di mitopoiesi spontanea e iperattiva, delle cui creazioni e fantasmagorie si gode - in una specie di onanismo sentimentale - in quel teatrino privato della rimembranza in cui siamo contemporaneamente regista e spettatore. Ma narrarne è un’altra storia: tale sentimento verbalizzato, infatti, necessita di strappi, di scardinamenti, di straniamenti, pena l’assumere il tono dolciastro, l’epica forzosa e il vago rimbambinimento tipico di certi vecchi che ingigantiscono e rimpiangono pidocchi, fame e disgrazie per rimpiangere un cuore traboccante di vita e muscoli tonici.
A corredo, due apparati cinematografici.
Il primo è La città incantanta, il film-meraviglia di Hayao Miyazaki, dove lo strappo della perdita del tempo è fatto oggetto di una messinscena intensa, lucida e visionaria al tempo stesso, per nulla confusa e priva d’ogni gigantismo nostalgico.
La seconda viene dal Sorpasso di Risi, dove il giovane-vecchio Trintignant, col suo bagaglio consolatorio e sfocato di mitologie da ricordo infantile (la casa in Maremma, Occhiofino, gli zii) viene fatto (luci)ferinamente a pezzi dal figliodiputtana gassmaniano: introducendo, per l’edificazione e il sollievo di tutti, una straniante terza dimensione nel quadro fatalmente pompier dipinto dal ricordo che si autoerotizza.

[Sì sì, è un riciclo anche questo. Stavolta da questo commento a questo testo di Franz Krauspenhaar pubblicato su NI]

AUTOBIOGRAFIA DI UN FUCILATO
Io lo so che il fascismo fischia dietro le mie orecchie, giovane e bello a modo suo. Mi ascolta e senza darmi il tempo di reagire mi arruola per qualche attimo tra le sue fila, più volte al giorno.
Ma la celebrazione dello zio caramelloso di brillantina che prende in braccio la nebulosa protesta, sfoggia il baffo e parla italiano non mi diverte.
Sono fortunato?
In quella foto non ci sono nemmeno per sbaglio.
In punto di morte riesco ancora a ridere del fatto che i fucilatori si richiamino a quel vecchio ordine che sa di pulito mentre a me pezzente piace ascoltare la dissonanza.
(rido nel pulito e con i baffi)
Evviva il pentapartito! Finché qualcuno non arriverà a spiegarmi senza seghe, patria o famiglia, le bellezze della destra la penserò così.
Centralità democratica. Rispetto. Costituzione.
Grazie Luca per fare a pezzi qualche altro sogno giovanile, ricordandoci che sono quasi tutti fascismi appena diventano discorso.
Vivo adesso, quindi muoio mai, e non mi lascio abbindolare dall’afrore di un’emozione!
firmato
chiarezza espositiva
…eppure un pompier che si autoerotizza mi fa simpatia.
come faccio a non dirmi fascista?
aiuto, giusto cielo!
ancora adesso mi sembra la forma del discorso tendere verso una destra da sogno; un colpo di fortuna mi lascia sotto le coperte.
v’è vento fuori?
volemose bene. compromesso stoico
Grazie Luca per il tuo commento al mio post sulla sicurezza. Ti ho risposto. A presto, Duccio
PS con calma darò un’occhiata al tuo bel blog!
Mi ritrovo con quello che dici… Darò un’occhiata al tuo blog, ciao Giulia
Caro Luca, mi è arrivato il tuo commento sui dati immigrazione ma come spamming e non riesco a pubblicarlo, o per via dei link o non so. Prova a inviarlo nuovamente, non vorrei che tu pensassi che ti abbia censurato.
Grazie
duccio